Dalla Sicilia un modello nazionale: InSide unisce AI e open data per lo sviluppo sostenibile
In un Paese che produce un’infinità di informazioni attraverso statistiche pubbliche, report settoriali, analisi territoriali – il vero problema non è la mancanza di dati, ma la loro dispersione. Ogni ente pubblica il proprio studio, ogni osservatorio misura il proprio indicatore, ma spesso queste conoscenze non sembrano dialogare tra loro.
È da questa considerazione che InSide – Innovation and Sicily Data Engine segna il proprio punto di partenza. Nasce quindi una piattaforma digitale open e scalabile, che utilizza intelligenza artificiale, modellistica semantica e analisi automatizzata per unire e interpretare il patrimonio informativo sul territorio italiano.
Al progetto collaborano Tree – Opinno Italy, MIT Technology Review Italia, Università degli Studi di Catania, EHT e Isola Catania; i finanziamenti invece arrivano da MUSA – Multilayered Urban Sustainability Action. Il risultato è un sistema in grado di leggere territori complessi e di restituire mappe, indicatori e insight utili a pubbliche amministrazioni, imprese, ricercatori e cittadini.
Non nuovi dati, ma nuove relazioni
Una delle innovazioni centrali di InSide è la logica con cui affronta il tema della misurazione territoriale. La piattaforma non produce nuovi dati, ma li unifica, li normalizza e li interpreta sfruttando NLP (Natural Language Processing), LLM (Large Language Model), OCR (Optical Character Recognition) e motori semantici. È un approccio rivoluzionario rispetto ai tradizionali database di open data: qui la tecnologia lavora sulla relazione, non sull’accumulo. Questo processo ha due risultati utili e strategici: il primo è l’indice LIFT (Life Fullness Territorial Index), un indicatore che misura la “pienezza della vita” attraverso più di 50 parametri personali, sociali, economici e professionali; il secondo è il Report Unico Integrato, un osservatorio annuale che mette insieme decine di report istituzionali in un’unica lettura territoriale, generata tramite un motore basato su AI di ultima generazione.
Un approccio così può portare all’evidenza correlazioni inedite, altrimenti invisibili. Dallo studio emergono infatti dati sorprendenti: alcune regioni solitamente considerate virtuose, come Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia, oggi scivolano agli ultimi posti nella classifica LIFT, mentre Calabria, Basilicata e Molise conquistano le prime posizioni. La Sicilia, laboratorio del progetto, si colloca all’ottavo posto.
Il valore aggiunto: i nuovi insight
Il motore di InSide permette letture complesse, come quelle che mettono in relazione cultura, vivibilità e servizi territoriali. Il sistema, ad esempio, ha individuato che le città con più librerie sono anche quelle con più spazi pubblici curati; oppure che un alto tasso di criminalità si associa a spazi abitativi più ridotti; ancora, che territori ricchi di ristoranti, piste ciclabili e medici di base mostrano un tessuto urbano vivace, ma anche più anziano e con natalità in calo. La piattaforma non definisce cause–effetto, ma può aprire piste di lavoro: opportunità di policy, scelte di investimento, programmazione urbana.
Come spiega Silvia Amato, General Manager di Opinno Italy – Tree e capofila del progetto: “Inside è un progetto che consente una lettura reale e approfondita dei territori, per identificare i veri fabbisogni e orientare in modo efficace gli investimenti della pubblica amministrazione, delle aziende e le scelte dei cittadini. Per raggiungere questo obiettivo, non ci siamo basati su opinioni personali, ma sull’analisi di dati già raccolti, correlandoli per aprire nuove prospettive.”
Perché nasce in Sicilia (e perché può scalare in tutta Italia)
La scelta della Sicilia non è casuale. L’isola è uno dei territori con più dati in Italia: economia, turismo, cultura, lavoro, innovazione, coesione sociale. Ogni anno vengono prodotti centinaia di rapporti, ma raramente si trasformano in strumenti operativi. Da qui la logica del “territorio che osserva sé stesso”: una regione che non viene solo analizzata, ma impara, sintetizza e aggiorna la propria conoscenza.
Il modello sembra già pronto per scalare: il motore AI, infatti, è alimentato da dati pubblici e standardizzati, come i dati ISTAT. Questo significa che, una volta completato il laboratorio siciliano, tutte le regioni italiane potrebbero essere integrate nella piattaforma, mantenendo comparabilità e continuità dei dati. Infatti, le funzionalità in sviluppo presentate recentemente a Catania – nuove categorie di indicatori, moduli predittivi, sistemi di alert e comparazione tra territori – rendono InSide un modello potenzialmente esportabile a tutte le regioni italiane. Il team punta ad avviare partnership con enti locali, università e imprese.
Innovazione tecnologica: come funziona la piattaforma
Il processo AI di InSide si articola in tre fasi. La prima è quella di estrazione dei dati pubblici da centinaia di documenti istituzionali e fonti pubbliche. La seconda fase si caratterizza da un’analisi semantica e correlazioni tramite NLP, Large Language Models e graph analysis. La terza e ultima fase, invece, è quella di generazione automatica dei report, grazie a modelli linguistici che producono testi analitici e comparabili nel tempo.
La piattaforma lavora con database vettoriali e ricerca semantica e trasforma così i documenti in “conoscenza rigenerata”: ogni anno, con nuovi dati, il sistema aggiorna la lettura del territorio e aggiunge connessioni, insight, trend. È un sistema concepito non solo per informare, ma per guidare decisioni strategiche: bandi, investimenti, interventi pubblici mirati, politiche sociali, piani urbani.
L’esperimento siciliano che può ridisegnare l’Italia
In un momento storico in cui la pianificazione pubblica e lo sviluppo territoriale richiedono analisi sistemiche e non frammentate, una piattaforma simile può avere un valore strategico per tutto il Paese. Dalla Sicilia è partito un esperimento che potrebbe ridisegnare il modo in cui l’Italia osserva, misura e governa se stessa.