Primo closing per BII Catalyst Fund I for Italy: al via gli investimenti nelle startup terapeutiche italiane
Un nuovo fondo dedicato alle startup terapeutiche che mira a rafforzare l’ecosistema italiano delle scienze della vita. L’obiettivo è rafforzare il supporto alle imprese nelle fasi più delicate del loro sviluppo e favorire l’accesso ai capitali internazionali. Si chiama BII Catalyst Fund I for Italy e ha completato la prima chiusura, coinvolgendo soggetti pubblici e privati con l’obiettivo di accelerare la crescita dell’innovazione biomedicale, a partire dal Lazio.
Un fondo per accompagnare la ricerca verso il mercato
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Lazio Innova, che contribuisce con 20 milioni di euro attraverso LAZIO Venture 2, programma regionale che investe in fondi destinati a sostenere startup innovative della Regione Lazio cofinanziato dal Programma Regionale FESR 2021-2027, Novo Holdings, società di investimento controllata dalla Novo Nordisk Foundation, e Panakès Partners, venture capital italiano specializzato nelle scienze della vita, incaricato della gestione del fondo. Un ruolo centrale sarà svolto anche dal BioInnovation Institute (BII) di Copenaghen, fondazione europea che negli ultimi sette anni ha supportato oltre 140 startup e che metterà a disposizione competenze nello scouting, nella selezione e nell’accompagnamento imprenditoriale delle realtà più promettenti.
Andrea Ciampalini, Direttore Generale Lazio Innova S.p.A. commenta: “Lazio Innova, dopo i fondi paralleli lanciati nel 2017, si conferma “first mover” anche nell’attuale programmazione europea PR 21-27 con il lancio dei fondi dedicati al solo territorio del Lazio. È in questo quadro che si colloca l’accordo con Panakes che oltre a coinvolgere primari soggetti internazionali si focalizza su una politica di investimento coerente con i punti di forza della regione”.
Il fondo nasce per affrontare uno dei principali ostacoli dell’innovazione biotech: il cosiddetto “valley of death“, ovvero la fase in cui molte scoperte scientifiche non riescono a trasformarsi in imprese solide per la difficoltà di reperire risorse e competenze sufficienti a raggiungere la maturità richiesta dagli investitori. L’obiettivo sarebbe quello di accompagnare le startup terapeutiche italiane fino a uno stadio di sviluppo che consenta loro di attrarre capitali nelle fasi successive e competere sui mercati internazionali.
Jens Nielsen, CEO di BII dichiara: “L’Europa custodisce un’enorme ricchezza di potenziale scientifico ancora inespresso e BII si trova in una posizione privilegiata per individuarlo e farlo crescere. Unendo le nostre capacità di scouting alla nostra piattaforma di innovazione possiamo sostenere gli imprenditori e imprenditrici più promettenti fin dalle prime fasi e contribuire a costruire un ecosistema italiano nel settore terapeutico più solido e competitivo a livello globale”.
Mentorship, infrastrutture e competenze per le startup
Le startup selezionate accederanno infatti alla piattaforma di innovazione del BioInnovation Institute, che offrirà programmi di mentorship, infrastrutture, network e supporto operativo per favorire il trasferimento tecnologico e la crescita industriale dei progetti. Il modello punta a valorizzare la ricerca prodotta da università e centri scientifici italiani, trasformandola in nuove soluzioni terapeutiche con potenziale impatto sul sistema sanitario e sul mercato globale.
Un ecosistema per far crescere le startup terapeutiche italiane
L’iniziativa si inserisce nella strategia della Regione Lazio di rafforzare il mercato del venture capital sul territorio attraverso fondi specializzati dedicati ai settori ad alta intensità tecnologica. Per Panakès Partners rappresenta invece un’opportunità per intercettare e sostenere i migliori progetti nati dalla ricerca italiana, mentre il BioInnovation Institute estende il proprio modello di accelerazione a un nuovo ecosistema europeo, con l’obiettivo di favorire la nascita di una nuova generazione di startup nel settore delle scienze della vita.
Roberta Angelilli, Vicepresidente della Regione Lazio e Assessore Sviluppo economico, Commercio, Artigianato, Industria, Internazionalizzazione dichiara: “Siamo orgogliosi del concreto avvio della strategia della Regione Lazio in ambito venture capital, attuata insieme a Lazio Innova, con il lancio di questo primo fondo deep tech, che vede il coinvolgimento di gestori e investitori nazionali e internazionali quali Panakes, BII e Novo, in un ambito, quello delle scienze della vita, in cui la nostra regione vanta una leadership in Italia. Siamo confidenti che il territorio e le nuove generazioni di imprenditori possano beneficiare di questa collaborazione con risultati di lungo termine”.