Al CES 2026 debutta GENE.01: l’umanoide italiano che porta la Physical AI dal laboratorio all’industria

Al CES 2026 di Las Vegas, una delle vetrine globali più rilevanti per l’innovazione tecnologica, l’Italia entra ufficialmente nella corsa alla robotica umanoide industriale. Generative Bionics, startup genovese che integra robotica, intelligenza artificiale e design nella creazione di umanoidi destinati agli ambienti industriali, ha presentato GENE.01, il primo concept della propria linea di robot umanoidi, durante il keynote di apertura di CES 2026, sul main stage di AMD. Il debutto arriva in un momento chiave per l’azienda, reduce da un round di finanziamento da 70 milioni di euro, il primo traguardo industriale della società.

Non una demo laterale, ma un passaggio centrale del keynote di apertura guidato da Lisa Su, la Chair e CEO di AMD, che ha ospitato sul palco Daniele Pucci, CEO di Generative Bionics, per illustrare la visione aziendale e la tecnologia alla base delle prossime generazioni di sistemi umanoidi autonomi.

Un concept che definisce un’intera piattaforma

La piattaforma GENE.01 non è pensata come singolo prodotto, ma rappresenta il “DNA” tecnologico e di design da cui evolveranno tutti i futuri umanoidi di Generative Bionics. Il nome richiama volutamente il concetto di “gene”: l’unità fondamentale da cui nasce l’identità della piattaforma, destinata a declinarsi in più soluzioni industriali, che mantengono coerenza di forma, comportamento e interazione.

“Oggi presentiamo il concept del nostro nuovo robot umanoide: GENE.01. Questa piattaforma definisce l’identità della nostra Physical AI e apre la strada al lancio del robot nella seconda metà del 2026», ha dichiarato Daniele Pucci. «Con GENE.01 vogliamo progettare un umanoide che sia tanto efficiente quanto intelligente, ispirato all’essere umano, dove l’intelligenza non risiede solo nel cervello ma anche nel corpo. Le tecnologie AMD ci permettono di trattare il corpo del robot come parte integrante del sistema di calcolo, in cui meccatronica e intelligenza artificiale operano come un unico sistema. Questo include una pelle tattile distribuita su tutto il corpo, che abilita un nuovo livello di Physical AI umanocentrica, all’interno di un design italiano distintivo in cui forma, funzione ed esperienza umana convergono.»

Physical AI: il corpo diventa parte dell’intelligenza

Il tratto distintivo di GENE.01 è l’approccio alla Physical AI, un paradigma in cui l’intelligenza non risiede esclusivamente nel software o nel “cervello” del robot, ma emerge dall’integrazione profonda tra corpo, sensori, meccatronica e calcolo.

Il robot integra, infatti, una pelle tattile full-body, una rete distribuita di sensori di forza e contatto che trasforma il tatto in un canale primario di percezione. Non un rivestimento estetico, ma una componente attiva di sicurezza e intelligenza, capace di rilevare micro-contatti, pressione e interazioni lungo tutta la superficie del corpo. Questo consente adattamenti istantanei nei movimenti e rende possibile una collaborazione fisica più sicura negli ambienti industriali complessi.

Dal punto di vista tecnologico, AMD abilita questo modello su tre livelli chiave: calcolo near-sensor e real-time (FPGA ed embedded), CPU e GPU ad alte prestazioni per simulazione e training, e un ecosistema open-source che permette allo stack di Physical AI di evolvere e scalare nel tempo. Il risultato è un sistema in cui percezione, decisione e azione avvengono in modo continuo e integrato con il mondo fisico.

«GENE.01 dimostra ciò che diventa possibile quando la Physical AI è supportata da un portafoglio di calcolo realmente completo», ha dichiarato Salil Raje, Senior Vice President e General Manager di AMD Embedded. «Dagli FPGA e processori embedded per il calcolo in tempo reale, la visione e il controllo, fino a CPU e GPU di di ultima generazione per simulazione, training e scalabilità – il tutto supportato da standard aperti e da un ecosistema open – AMD consente a partner come Generative Bionics di innovare più rapidamente e costruire sistemi progettati per evolvere. Insieme stiamo ridefinendo la robotica umanocentrica, dove il corpo stesso diventa parte dell’intelligenza e il calcolo opera in modo continuo e integrato con il mondo fisico.»

Design italiano come fattore industriale

Un elemento tutt’altro che secondario è il design. GENE.01 nasce da un approccio esplicitamente “italiano”, in cui forma, funzione ed esperienza umana convergono. Proporzioni, postura e movimenti sono studiati per favorire l’accettazione umana e rendere il comportamento del robot leggibile e prevedibile.

In questa visione, la bellezza non è decorazione, ma uno strumento funzionale: contribuisce alla fiducia, alla sicurezza percepita e alla qualità dell’interazione uomo-macchina. Un’impostazione che sembra differenziare Generative Bionics da molti player internazionali focalizzati quasi esclusivamente sulle performance tecniche.

Generative Bionics: dall’Italia a Las Vegas

Generative Bionics affonda le sue radici a Genova, nell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), una realtà che negli ultimi vent’anni ha contribuito in modo decisivo a posizionare l’Italia sulla mappa mondiale della robotica. La società eredita infatti l’esperienza e i risultati di progetti come iCub, ergoCub, ed iRonCub, piattaforme di robotica umanoide sviluppate dall’IIT, che costituiscono la base tecnologica e il patrimonio di know-how da cui la nuova società trae forza.

La startup conta circa 80 professionisti tra ingegneri, ricercatori e specialisti di prodotto. Ciò che caratterizza il team è l’esperienza combinata nella leadership di startup ad alta tecnologia e quella nel campo della robotica. Questa convergenza di competenze – dalla ricerca accademica all’esecuzione industriale – potrebbe rappresentare il vantaggio competitivo dell’azienda: la capacità di trasformare l’eccellenza scientifica in soluzioni reali e scalabili per l’industria e la società.

Generative Bionics può contare inoltre su una rete di importanti partner strategici e investitori di primo piano che apportano non solo capitali, ma anche competenze industriali. Tra questi AMD Ventures, investitore e partner tecnologico della società, CDP Venture Capital, Gruppo Duferco, Eni Next, RoboIT e Tether.

Dalla demo all’industria: la roadmap 2026

GENE.01 inaugura un percorso industriale che accompagnerà Generative Bionics per tutto il 2026. L’obiettivo dichiarato è portare gli umanoidi autonomi dal concept alle prime realizzazioni operative in contesti industriali ad alta complessità, come manifattura avanzata, automotive, industria pesante e data center.

Il contesto di mercato gioca a favore di questo approccio. Invecchiamento della popolazione, carenza di manodopera qualificata e transizione verso l’Industria 5.0 stanno accelerando la domanda di automazione flessibile e collaborativa. In questo scenario, il robot umanoide non sostituirebbe l’uomo, ma ne estenderebbe le capacità operative negli spazi e nei processi già esistenti.

Un segnale per l’ecosistema europeo

La presenza di Generative Bionics sul palco del CES insieme ad AMD rappresenta un segnale politico-industriale. In un settore oggi dominato da iniziative nordamericane e asiatiche, l’azienda italiana si candida a guidare una via europea alla robotica umanoide: human-first, open, orientata alla sicurezza e all’utilità sociale.

Se la società sarà in grado di mantenere le promesse industriali, GENE.01 potrebbe rappresentare non solo il debutto di un nuovo robot, ma l’inizio di una filiera strategica per l’innovazione europea. Una sfida che, dal CES di Las Vegas, guarda già alle fabbriche del futuro.

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