#StartupDay, venture e acceleratori: lo Stato investa 5 miliardi in innovazione

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Fondi d’investimento, associazioni e acceleratori: un pezzo importante dell’ecosistema italiano dell’innovazione si è riunito al Tempio di Adriano di Roma il 5 febbraio 2018 per lo #StartupDay promosso dall’agenzia di stampa Agi. E hanno chiesto l’intervento dello Stato, con un appello accorato alla politica e un occhio alle elezioni del 4 marzo: 5 miliardi in 5 anni per sostenere la zoppicante economia dell’innovazione italiana fornendo il “capitale di fiducia” di base che oggi manca.

Un’assenza che impedisce, è opinione concorde dei protagonisti, di innescare un meccanismo virtuoso che porti a far crescere investimenti – in Italia al palo a confronto con i vicini francesi, ad esempio – e, soprattutto, profitti. Quelli che ora mancano facendo sì che l’Italia resti tagliata fuori dai radar degli “unicorni” e delle exit più importanti. Proprio la Francia, che con la banca pubblica di investimento BpiFrance ha fornito una spinta iniziale al circuito delle startup, è visto da molti come un modello da riprendere.

Le proposte dei protagonisti dello #StartupDay ricalcano in parte quelle già espresse dal presidente dell’associazione Italia Startup, Marco Bicocchi Pichi per dare una scossa all’innovazione nel Belpaese. A Roma si è notata l’assenza del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, che con un tweet ha aperto a un incontro con i promotori.

Per un resoconto approfondito della giornata si rimanda all’Agi, al Corriere della Sera, al Sole 24 Ore.

Scaleup, in Italia sono poche e poco capitalizzate

Allo #StartupDay è stato presentato un report, il SEP Monitor Scaleup Italy, realizzato da Mind The Bridge. Come risulta dall’analisi fornita da Ninja Marketing, è evidente come l’Italia abbia numeri e ordine di grandezza molto bassi rispetto ai principali Paesi europei. Una scaleup è una startup che ha già un prodotto sviluppato e presente sul mercato, ha definito un business model ed è potenzialmente appetibile per una exit che ripaghi chi vi ha investito nella fase iniziale.

«In Europa ci sono circa 4200 scaleup. Le isole britanniche (Regno Unito e Irlanda) guidano la classifica con circa 1550 scaleup, che hanno raccolto complessivamente circa 21.5 miliardi di dollari» si legge nell’analisi di Ninja Marketing, mentre «L’Italia si colloca all’11° posto nell’Europa continentale sia per numero di scaleup che per capitale raccolto». Nel rapporto fra numero di scaleup e Pil, «l’Italia è ben al di sotto della media europea di 0.9 scaleup ogni 100.000 abitanti e dello 0.32% del capitale raccolto rispetto al PIL. Insieme a Polonia e Austria occupa gli ultimi posti della classifica, mostrando quindi un consistente potenziale inespresso».