Auto a guida autonoma, a Torino il primo circuito dove testarla

Sergio Marchionne (Imagoeconomica)
Guida autonoma e auto elettrica: il Marchionne “innovatore”
26 luglio 2018
Innova Venture, il fondo della Regione Lazio investe 20 milioni in startup e Pmi
30 luglio 2018

guida autonomaSarà a Torino, la storica capitale italiana dell’auto, la prima area test per i veicoli a guida autonoma. La giunta comunale ha approvato il 24 luglio un protocollo d’intesa con il ministero dei Trasporti che individua un tracciato di 35 chilometri, dal centro storico alla periferia sud, dove costruttori e centri di ricerca potranno provare le auto senza pilota e testare i propri sistemi nelle situazioni più varie.

La sperimentazione si lega alla nuova rete 5G che nei prossimi anni arriverà a servire molte delle aree toccate dai test. E il nuovo protocollo segue una precedente intesa siglata nel marzo 2018 con diversi attori economici e di ricerca.

Fca, General Motors e Politecnico fra i partner

«Con l’accordo firmato nel marzo scorso con Fca Group, Gm Global Propulsion Systems Srl, Ansia, 5T srl, Politecnico di Torino, Università degli Studi di Torino, Fondazione Torino Wireless, Tim, Open Fipber, Italdesign Giugiaro, Unione Industriale e Fev Italia – ricorda l’assessora all’innovazione del comune di Torino Paola Pisano – la Città di Torino intende infatti favorire anche la sperimentazione sul territorio di soluzioni tecnologiche per il supporto dei veicoli connessi e a guida autonoma, nonché l’adeguamento della rete infrastrutturale ai più avanzati servizi smart e per la guida automatizzata. La sperimentazione è infatti anche legata allo sviluppo progressivo della nuova rete di telefonia cellulare 5G che nei prossimi anni arriverà progressivamente a servire parti sempre più significative del percorso e del territorio cittadino».

Il percorso della test area

Mappa di Torino (Shutterstock)Il tracciato comprende i corsi: Regina Margherita, Principe Eugenio, Principe Oddone, Bolzano, Inghilterra, Castelfidardo, Mediterraneo, Matteotti, Ferrucci, Vittorio Emanuele, Galileo Ferraris, Duca degli Abruzzi, IV Novembre, Agnelli, Orbassano, Cosenza, Giambone, Unità d’Italia, Dogliotti, Bramante, Sommellier, Peschiera, Turati, Rosselli, Settembrini, Maroncelli, Traiano, Spezia, il sottopasso Lingotto e le vie: Nizza, Saluzzo, Belfiore, Ormea, Cavalli, XX Settembre, Arsenale.

Tanti i poli strategici toccati dal circuito: sedi ospedaliere (Città della Salute) e universitarie (Politecnico, Lingotto) uffici pubblici (Palagiustizia), stazioni ferroviarie (Porta Nuova e Porta Susa) e stabilimenti industriali (polo dell’auto di Mirafiori, Powertrain).

Ci sono strade di ampia sezione, grandi viali con e senza controviali alberati e non, insieme ad altre di dimensioni minori, a doppio senso di marcia o a senso unico. Parti di alcune sono destinate al trasporto pubblico con binari o corsie riservate, un piccolo tratto è all’interno della Ztl. E poi sottopassi, parcheggi a raso e in struttura, strade con sosta ai lati e prive di sosta, incroci a precedenza, regolati con rotatoria o da semafori, con o senza fasi di svolta dedicate.

Le cautele per gli automobilisti

Il tracciato è strutturato per essere modulare: al suo interno possono essere ricavati tutta una serie di percorsi di lunghezza e caratteristiche diverse, a seconda del tipo di livello del sistema di guida autonoma in sperimentazione, dei casi d’uso da testare, come delle diverse infrastrutture stradali presenti e dello sviluppo delle reti veicolari, capaci di interconnettere i veicoli in movimento.

Per garantire la sicurezza degli automobilisti, quando sarà in corso una sperimentazione verrà posizionata un’apposita segnaletica lungo il percorso interessato.