Il 40% dei lavoratori italiani è fuori ruolo: Universe usa l’AI per ridurre il divario di competenze in azienda
Uniformare e valorizzare le competenze interne alle aziende senza ricorrere a corsi standardizzati: è l’obiettivo di Universe, startup salernitana fondata nel 2024, che ha progettato una piattaforma di e-learning capace di adattarsi a chi la utilizza. L’idea è semplice ma ambiziosa: rendere la formazione un processo dinamico, in grado di adattarsi al livello di competenze dei lavoratori grazie al supporto dell’intelligenza artificiale.
“Per noi ‘Be Adaptive’ non è solo un claim, ma un principio guida: crediamo che la formazione debba modellarsi sulle persone, non il contrario. Per questo abbiamo creato una piattaforma che si evolve con chi la usa, adattandosi a ritmi, stili cognitivi e background professionali” spiega Luisa Antonelli, COO di Universe.
La piattaforma consente di generare corsi a partire da materiali aziendali già esistenti o da input testuali e combina automaticamente video, quiz e contenuti personalizzati. L’aspetto centrale è la capacità di adattamento: ogni percorso si modula in base alle interazioni dell’utente, grazie al monitoraggio di parametri come velocità di risposta, modalità di fruizione e stile cognitivo, così da fornire un apprendimento adattivo e dinamico.

Mockup di Universe App
Il contesto: un mismatch diffuso
In Italia oltre quattro lavoratori su dieci ricoprono ruoli che non corrispondono al proprio percorso di studi. Lo evidenzia l’OECD Survey of Adult Skills 2023, secondo cui il disallineamento formativo ha conseguenze dirette sulla produttività, sulla motivazione e sulla qualità del lavoro. Le imprese, da parte loro, confermano la difficoltà a reperire figure adeguate: secondo Confindustria più di due aziende su tre faticano a trovare profili tecnici e con capacità di adattamento al contesto operativo.
A fronte di questo scenario, negli ultimi anni è cresciuto l’investimento in percorsi di formazione interna, spesso basati su piattaforme digitali. È in questo contesto che si inserisce la proposta di Universe, che si rivolge alle realtà aziendali che mirano a migliorare l’efficienza del proprio know-how.
Le prospettive di sviluppo
Il team di Universe, composto dalle fondatrici Luisa Antonelli, Annalisa Milione e Marina Di Gregorio insieme all’amministratore Emanuele Pisapia e a dodici sviluppatori, sta lavorando a diversi fronti di innovazione. Sul piano tecnologico sono in fase di sviluppo un’AI proprietaria e avatar personalizzabili, con l’obiettivo di ridurre i costi di produzione dei contenuti.
Dal punto di vista istituzionale, la startup ha avviato l’iter per l’accreditamento presso fondi interprofessionali e il Ministero dell’Istruzione e del Merito, così da rendere i corsi certificabili e finanziabili. Tra le iniziative annunciate figurano anche un marketplace per docenti, ambienti immersivi e un sistema di validazione scientifica dei contenuti tramite peer review con enti accademici.
Universe ha già superato i 600 corsi generati e collaborato con realtà come DenMat Italia (settore odontotecnico) e Frimm Academy (real estate), e ha stretto partnership con l’Università di Roma La Sapienza e AIDEE. Parallelamente ha avviato una campagna di equity crowdfunding su Mamacrowd per sostenere lo sviluppo e l’espansione commerciale.
Una sfida aperta
Il successo di iniziative come quella proposta da Universe dipenderà non solo dalla capacità di attrarre clienti e investimenti, ma anche dalla possibilità di garantire percorsi formativi realmente efficaci e scientificamente validati. In un mercato in cui l’offerta di corsi online è ormai molto ampia, il tema centrale resta la qualità della formazione e il suo impatto concreto su competenze e produttività.
Come sottolinea Antonelli, “il modo in cui apprendiamo non è uguale per tutti, e riconoscerlo è il primo passo per costruire percorsi più efficaci. Con Universe vogliamo aiutare le aziende a colmare i divari interni partendo dalle persone, offrendo strumenti che si adattano ai loro tempi, competenze e modalità di apprendimento”. La sfida sarà trasformare questo principio in uno standard capace di rispondere alle esigenze delle imprese e dei lavoratori in un contesto in continua evoluzione.