A&T Torino chiude la XX edizione tra IA, robotica e manifattura digitale: le PMI cercano casi d’uso concreti
Si è chiusa ieri a Torino la XX edizione di A&T Automation & Testing, la manifestazione dedicata a competenze e tecnologie per l’industria manifatturiera, con un’attenzione crescente delle PMI verso intelligenza artificiale e digitalizzazione dei processi produttivi. Nel nuovo corso sviluppato da Italian Exhibition Group, l’evento si posiziona come piattaforma di trasferimento tecnologico che punta a connettere imprese e territori, con un doppio appuntamento 2026 tra Nord Ovest e Nord Est: Torino (11–13 febbraio, Oval Lingotto) e Vicenza (27–29 ottobre) .
In fiera, l’interesse si è concentrato soprattutto sulle aree capaci di rendere “tangibile” l’innovazione, tra demo live, workshop e momenti di confronto con tecnologie applicabili in produzione: dall’AI per il controllo e l’ottimizzazione dei processi fino a intralogistica, sicurezza industriale e robotica avanzata, senza trascurare manifattura additiva e digital manufacturing. Un segnale coerente con la fase del mercato: secondo un’analisi riportata da IEG, l’adozione di applicazioni avanzate di IA nella manifattura italiana resta ancora limitata (circa 7–8% delle imprese, dati ISTAT 2024), e la domanda si orienta quindi su soluzioni replicabili e su competenze operative per colmare il gap .
Sul fronte della robotica, la spinta verso modelli di collaborazione uomo-macchina continua a crescere: i dati IFR indicano che nel 2024 le installazioni di robot collaborativi sono aumentate del 12%, rafforzando un trend di adozione che intercetta anche contesti produttivi tipici delle PMI. In questo quadro si inseriscono anche gli spazi dedicati alle startup e alle nuove imprese tecnologiche, come A&T Next, che contribuiscono a portare sul territorio progetti deep tech e soluzioni emergenti.
Il format, infine, conferma una direzione chiara: non solo esposizione, ma soprattutto formazione tecnica e orientamento all’implementazione, per accompagnare la transizione verso fabbriche più efficienti e sostenibili, dove l’innovazione è misurata sulla capacità di entrare nei reparti e migliorare produttività, qualità e gestione dei flussi. Una traiettoria che IEG lega esplicitamente alla competitività della manifattura italiana e alla necessità di integrare tecnologie, filiere e distretti in un modello più interconnesso .