Dal prototipo alla serie: come nasce un sensore su misura per una macchina mobile

Articolo sponsorizzato

Una piattaforma aerea, una gru su autocarro, un trattore con atomizzatore: su ognuna di queste macchine il controllo dipende da misure di posizione che devono restare corrette in qualsiasi condizione di lavoro. La scelta dei sensori, però, arriva spesso a progetto già avviato, quando lo spazio disponibile, l’elettronica di bordo e i vincoli di costo sono in gran parte definiti. A quel punto molti costruttori scoprono che il componente a catalogo non si adatta senza compromessi.

Quando il sensore standard non basta

Un sensore a catalogo funziona finché la macchina rispetta le condizioni per cui è stato pensato, e sulle macchine mobili succede di rado. Lo spazio di montaggio può essere così ridotto da escludere le forme tradizionali. Su una gru su autocarro serve misurare la posizione degli sfili degli stabilizzatori, su un atomizzatore agricolo l’altezza delle ali: la robustezza richiesta è la stessa, ma ingombri e collegamenti cambiano da una macchina all’altra. L’interfaccia deve dialogare con l’elettronica di controllo già presente, CANopen oppure uscita analogica. L’ambiente impone requisiti precisi: grado di protezione IP67, funzionamento da -40°C a +85°C, resistenza a vibrazioni e urti.

A volte la misura va portata dentro un altro componente. I sensori magnetostrittivi, per esempio, possono essere integrati direttamente nel cilindro idraulico, e questo richiede un lavoro congiunto con chi produce il cilindro. È una decisione da prendere quando il progetto della macchina è ancora aperto, non in fase di collaudo.

Quattro discipline in un solo progetto

Un sensore su misura richiede quattro competenze che avanzano insieme: lo sviluppo delle parti meccaniche, dell’hardware, del firmware e del software. Se stanno tutte nella stessa azienda, una richiesta di modifica non deve passare da più fornitori prima di arrivare a chi può realizzarla.

Per il costruttore della macchina questo significa risposte più rapide e un solo punto di contatto quando il progetto cambia, cosa che in fase di sviluppo capita più spesso di quanto si pianifichi. Chi progetta e produce al proprio interno può inoltre personalizzare il prodotto in funzione delle esigenze del cliente, con decisioni più rapide.

Oltre il sensore: il sistema completo

Un sistema di misura su una macchina mobile non si ferma al sensore, e ogni elemento acquistato da un fornitore diverso è un interlocutore in più da coordinare. Spesso il problema non sta nel singolo componente, ma in tutto ciò che lo circonda e deve funzionare con lui.

Per questo alcuni costruttori affidano a un unico partner la realizzazione di sistemi di sensori integrati su misura, che oltre ai sensori includono i dispositivi elettronici, le scatole di distribuzione e il cablaggio strutturato. Il vantaggio pratico è duplice: meno partner da gestire durante lo sviluppo e una manutenzione più semplice quando la macchina è in servizio, perché i componenti nascono per lavorare insieme e chi interviene sa dove cercare.

Dal prototipo al campione sul campo

Un progetto su misura procede per tappe. Si parte dai prototipi, prodotti per i test interni. Poi arrivano i primi campioni, destinati alle prove sul campo, cioè sulla macchina vera. Seguono gli aggiustamenti, richiesti dal cliente o necessari al funzionamento del prodotto: è normale che un campione messo alla prova faccia emergere qualcosa da correggere, ed è meglio che succeda prima della serie.

Il percorso si chiude con la validazione da parte del cliente. In questa fase conta anche l’affiancamento del fornitore, che aiuta a scegliere il modello adatto e accompagna le prove pratiche.

La serie e il dopo

Con la validazione parte la produzione di serie. Il prodotto può continuare a essere aggiornato, e il fornitore resta il riferimento per il supporto tecnico, per la gestione dei reclami e per l’analisi dei guasti, che serve a risalire alla causa di un malfunzionamento e a risolvere le criticità del prodotto. L’assistenza si svolge sia a distanza sia sul campo, con tecnici-commerciali dedicati.

Per chi costruisce macchine destinate a restare in servizio a lungo, avere un interlocutore che conosce il componente fin dal prototipo pesa soprattutto in questa fase, quando un problema in cantiere o in campo va capito in fretta.

Perché coinvolgere il fornitore di sensori fin dall’inizio

Coinvolgere il fornitore nelle prime fasi cambia il modo di progettare. Spazio, interfaccia e ambiente si discutono quando la macchina è ancora modificabile, e gli adattamenti in corsa diminuiscono.

Per i costruttori di macchine mobili significa una catena di fornitura più corta da gestire. Vale lo stesso per gli integratori di sistema, che sviluppano soluzioni di automazione e controllo per conto di terzi e dipendono dalla qualità dei componenti che scelgono. La misura di posizione passa inosservata finché funziona. Scegliere presto chi la progetta, e con quali competenze interne, serve a mantenerla così.

 

Ti potrebbe interessare