Venture Capital in Italia: nel secondo trimestre 2025 investiti 227 milioni. Life Sciences e Smart City trainano l’ecosistema

Nel secondo trimestre del 2025, il mercato italiano del Venture Capital ha registrato un investimento complessivo di 227 milioni di euro distribuiti su 104 round. A portare a casa più operazioni è il comparto Smart City, mentre il settore che ha ottenuto il round più consistente è il Life Sciences. Sebbene il numero di round si mantenga stabile rispetto al trimestre precedente, l’ammontare investito segna il valore più basso dal secondo trimestre del 2024.

I dati emergono dall’Osservatorio sul Venture Capital in Italia, curato da Growth Capital, la banca di investimento tech leader nell’ecosistema Venture Capital, in collaborazione con Italian Tech Alliance, l’associazione italiana del Venture Capital, degli investitori in innovazione e delle startup e PMI innovative e presentato ieri, martedì 15 luglio a Milano, durante un evento presso il Camperio Business Park. Il monitoraggio prende in considerazione startup italiane o con presenza significativa sul territorio (oltre il 50% dei dipendenti in Italia) e analizza le dinamiche di investimento su base trimestrale.

“I dati presentati oggi non ci raccontano quella crescita che era lecito attendersi -, commenta Francesco Cerruti, Direttore Generale di Italian Tech Alliance, – e che sarebbe una naturale conseguenza della maggiore attenzione di cui sta godendo questo ambito negli ultimi mesi. Va rilevato però che nel secondo trimestre del 2025 sono state poste le basi per dei concreti passi avanti sia sul fronte delle norme europee, con la presentazione della strategia Choose Europe da parte della Commissione, sia a livello nazionale, con una serie di misure volte a migliorare l’operatività di alcune norme contenute nella Legge Annuale sulla Concorrenza, che hanno l’obiettivo di attirare maggiormente verso questo ambito gli investitori istituzionali. Detto questo, va anche riconosciuto che è necessario un salto di qualità per rendere i numeri dell’ecosistema all’altezza delle aspettative e delle potenzialità degli operatori”.

Trend e ripartizione dei round

Nel trimestre, il 64% dei round ha riguardato fasi Pre-Seed e Seed, a conferma dell’importanza del sostegno alle fasi iniziali. I round Serie A hanno catalizzato il 42% del capitale investito, con 12 operazioni chiuse. Solo due sono state le Serie B.

Sul fronte settoriale, il comparto Smart City ha primeggiato per numero di operazioni (20), seguito da Fintech (16) e Life Sciences (15). In termini di capitale raccolto, invece, il Life Sciences ha attirato il maggior ammontare (49 milioni), seguito da Fintech (42 milioni) e Smart City (40 milioni).

Il round più consistente è stato quello di Jet HR, che ha chiuso una Serie A da 25 milioni di euro. Seguono Iama Therapeutics (15 milioni, Serie A), Blubrake (12 milioni, Serie B), Sibill (12 milioni, Serie A) e Moneyfarm (11,8 milioni, Bridge round).

Exit e nuovi fondi

Nel Q2-2025 sono state completate 9 exit, tutte tramite operazioni di M&A. Tra le più rilevanti si segnalano le acquisizioni di Cup Solidale (Life Sciences) da parte di Covisian e di Vikey (Smart City) da parte di Zucchetti. Sul fronte dei nuovi strumenti, in Italia sono stati lanciati quattro nuovi fondi nel trimestre, contribuendo a un totale semestrale di 425 milioni di euro raccolti.

Il VC Index

Durante l’evento, è stato presentato anche il VC Index, realizzato da Growth Capital in collaborazione con Italian Tech Alliance. Si tratta di un indicatore su scala da 1 a 10 calcolato a cadenza semestrale e che fornisce un’indicazione sullo stadio di sviluppo dell’ecosistema VC in Italia e sul sentiment dei suoi attori. L’index è costruito considerando input quantitativi, da analisi dei dati di mercato, e qualitativi, forniti da operatori del VC (startup e investitori) sulla base del sentiment della situazione attuale e prospettica. Il VC Index è sceso a 4,2 su 10, segnando il valore più basso dall’avvio del monitoraggio. Il calo è attribuito in particolare al peggioramento delle aspettative di exit e alla difficoltà di raccolta presso gli investitori istituzionali.

Dinamiche europee e confronti

Nel confronto con il primo trimestre dell’anno, si osserva una contrazione sia nell’ammontare complessivo sia nel numero di round Serie A. Complessivamente, nel primo semestre 2025 l’Italia ha registrato 210 round per un totale di 545 milioni di euro, in linea con la media semestrale degli ultimi tre anni se si escludono i mega round.

“L’Italia mantiene ai massimi livelli il numero dei round ma non ha ancora avuto quest’anno aumenti di capitale superiori ai 25 milioni di Euro. Prevediamo invece che questi diventino più frequenti nel secondo semestre, portando il 2025 a essere l’anno con il maggior numero di round e l’ammontare investito più alto senza mega round. Nonostante le difficoltà ed il sentiment ai minimi storici registrato dal VC Index, c’è un ottimismo cauto per il dispiegamento di nuovo capitale, grazie al numero costante di nuovi fondi annunciati e al potenziale aumento dei round Serie B, derivanti dalla solida pipeline di oltre 150 Serie A del triennio 2022-2024.” commenta Fabio Mondini de Focatiis, Founding Partner di Growth Capital.

A livello europeo, nel secondo trimestre sono stati raccolti 14 miliardi di euro in 2.490 round, con un calo del 13% rispetto al trimestre precedente. Con 29 miliardi di euro raccolti in 5.362 round, il primo semestre del 2025 continua a mostrare stabilità rispetto al 2024, sia in termini di ammontare investito che di numero di round. Guardando ai singoli paesi, nel primo semestre del 2025, gli ecosistemi VC di Regno Unito e Francia stanno rallentando il ritmo rispetto all’anno scorso. Al contrario, la Spagna ha registrato una buona partenza, soprattutto in termini di ammontare investito.

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