Tecnologia PVD: alla scoperta del quarto stato della materia

Contenuto sponsorizzato
FacebookTwitterLinkedInWhatsAppEmail

La tecnologia PVD permette di creare dei composti ceramici che vengono depositati sui particolari trattati ricopiando esattamente la morfologia delle superfici. Lo spessore del riporto è tipicamente di pochi micron. I diversi composti ceramici vengono creati all’interno di speciali impianti, in particolari condizioni di vuoto, temperatura e differenze di potenziale, a partire da elementi metallici e gassosi che vengono ionizzati e ricombinati in un plasma, il quarto stato della materia! L’eccellenza nelle tecnologie PVD è uno dei segreti di miniToolsCoating, azienda fondata nel 2001 proprio con l’obbiettivo di realizzare rivestimenti PVD di elevata qualità, applicati a stampi e componenti meccanici oltre che ad utensili per asportazione truciolo.

I parametri di processo sono molteplici e devono essere controllati in maniera estremamente precisa, per garantire la qualità e la ripetitività dei rivestimenti ottenuti. I rivestimenti possono avere diverse strutture, per esempio possono essere monostrato o multistrato, si può arrivare a realizzare sequenze di diversi strati ciascuno con spessore nell’ordine di grandezza dei nano-metri. Si parla in questo caso di nanolayer.

«Durezza, riduzione dell’attrito, resistenza ai diversi meccanismi di usura e inerzia chimica – spiegano gli esperti di microToolsCoating – sono le principali caratteristiche dei nostri rivestimenti. La loro applicazione permette una riduzione dei costi di produzione e un aumento della qualità nel tempo. I nostri rivestimenti aumentano le prestazioni, diminuiscono i fermi tecnici e incrementano la vita di utensili, stampi e componenti meccanici di vario genere».

Ti potrebbe interessare