SXSW 2024: realtà mista e virtuale protagoniste a Austin

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Sempre più virtuale e sempre più immersivo: è l’entertainment del futuro, almeno a quanto si percepisce esplorando il Creative Industries Expo di South by Southwest (SXSW), l’evento dedicato alla creatività che a Austin, in Texas, ogni anno mette assieme un festival musicale, uno cinematografico e una fiera dell’innovazione.

L’expo anima per quattro giorni il Convention Center della capitale texana, cuore di un festival in realtà diffuso in decine di piccole venues in cui grandi aziende e delegazioni nazionali ospitano il proprio palinsesto di eventi a cavallo tra business networking e intrattenimento.

Il Creative Industries Expo quest’anno si presenta meno variegato rispetto al passato, perché in maniera particolarmente netta è il mondo della realtà mista e virtuale a caratterizzare buona parte delle soluzioni più interessanti portate da decine di startup e imprese innovative da tutto il mondo.

Le soluzioni

Nonostante non abbia un’area espositiva dedicata, l’elefante nella stanza – o meglio gli elefanti, al plurale – è l’Apple Vision Pro, appena lanciato sul mercato statunitense. Nell’expo ce ne sono a dozzine, utilizzati come supporto alle demo da diverse aziende. Non c’è dubbio che proprio la comparsa di questo device in un mercato altrimenti totalmente relegato a una nicchia di sviluppatori, professionisti o appassionati di videogiochi, stia già iniziando a dare un impulso importante al mondo VR rispetto al mercato consumer. E siamo solo agli inizi.

Le cose più interessanti rispetto alla realtà virtuale però, esulano dall’aerea di azione di un visore, ovvero la dimensione visiva e uditiva. La demo di gran lunga più di successo nell’expo è quella di HaptoCloud, un progetto portato avanti da studenti dell’Università di Tokyo che sfrutta gli ultrasuoni per restituire sensazioni tattili virtuali. Basta inserire la mano in una scatola per toccare con mano – letteralmente – degli ologrammi di oggetti fisici, o sentire la pioggia battere sul palmo aperto.

Tra le grandi aziende – e restiamo in Giappone – anche Honda porta un sistema per il movimento spaziale in un ambiente virtuale che unisce un’esperienza con visore all’utilizzo della sua sedia a rotelle motorizzata UNI-ONE, tenendo assieme con successo immersività e accessibilità.

AI e robotica

Anche l’AI, naturalmente, trova le sue applicazioni nel mondo dell’entertainment. Due soluzioni curiose ma anche interessanti: DubGuild, un sistema che realizza doppiaggi in modo automatizzato, nato per gli anime – le opere di animazioni giapponesi – e (più di) un generatore di meme.

Continua ad attrarre curiosità, sul fronte della robotica, il Mirokai della parigina Enchanted Tools, un robot in grado di muoversi e restare in equilibrio su una sfera con un’interfaccia cartoonesca studiata per risultare amichevole alle persone in contesti come gli ospedali. Il robot, già presentato in diverse fiere di settore negli ultimi mesi, è studiato per svolgere mansioni logistiche in contesti in cui è importante l’interazione umana. E in effetti funziona: Mirokai continua a riscuotere interesse proprio soprattutto grazie a un design particolarmente accattivante.

 

 

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