È disponibile Piece, la piattaforma che punta a semplificare l’investimento immobiliare

La promessa di rendere accessibile il mercato immobiliare attraverso la tecnologia non è nuova.  Negli ultimi anni, tra regolamentazione europea e maturazione delle infrastrutture digitali, il tema sembra abbandonare la fase sperimentale. In questo contesto si inserisce il lancio di Piece, piattaforma real estate FinTech sviluppata in Italia e ora operativa a livello internazionale. L’obiettivo dichiarato è sviluppare una piattaforma capace di operare nel mercato immobiliare in contesti regolamentari complessi e su più mercati europei. Fin dall’inizio, il progetto è stato concepito con una prospettiva internazionale, attraverso la combinazione di competenze tecnologiche, attenzione alla struttura giuridica e un approccio prudente alla costruzione del prodotto.

La tokenizzazione degli asset immobiliari

Il cuore del modello è la tokenizzazione degli asset immobiliari. Ogni investimento viene rappresentato da un titolo digitale collegato a uno specifico immobile a reddito. In questo modo gli utenti possono entrare nel mercato con una soglia di ingresso significativamente più bassa rispetto agli standard tradizionali. La piattaforma consente infatti di investire a partire da 100 euro. L’investitore partecipa ai proventi da locazione e alla possibile crescita del valore dell’immobile nel tempo. Il risultato è una trasformazione del real estate in uno strumento vicino alla logica dei mercati finanziari, con quote frazionate e maggiore accessibilità.

“Con Piece, investire nel settore immobiliare non è mai stato così accessibile”, afferma Riccardo Momigliano, Co-Founder di Piece. “Anche senza un capitale ingente, chiunque può guadagnare dai rendimenti immobiliari attraverso titoli tokenizzati, senza acquistare o gestire immobili. Ogni investimento è collegato a un immobile che genera reddito reale, con sicurezza e trasparenza garantite dalla blockchain. Con Piece, investire nel settore immobiliare è più semplice, più sicuro e alla portata di tutti”.

Il nodo regolatorio

Il posizionamento regolatorio rappresenta uno degli elementi più rilevanti. Negli ultimi anni molte iniziative simili si sono mosse in una zona grigia tra fintech e blockchain. Piece sceglie una strada diversa. La piattaforma opera nel rispetto della direttiva MiFID II, la normativa europea vigente, e coinvolge soggetti autorizzati per emissione e intermediazione. Ha inoltre ottenuto il nulla osta da parte di Consob, che ne ha verificato correttezza e trasparenza. Questo passaggio segna un cambio di passo per un segmento che ha spesso faticato a trovare un inquadramento normativo stabile.

“Piece nasce in Italia come progetto imprenditoriale con una chiara vocazione europea”, afferma Kentaro Sohara, Co-Founder di Piece. “Abbiamo dedicato tempo e impegno alla costruzione di una piattaforma solida, capace di operare all’interno di quadri normativi articolati. Il fatto che oggi la piattaforma sia operativa a livello internazionale rappresenta un passaggio naturale di questo percorso”.

Un modello alternativo ai fondi immobiliari

Piece non replica la struttura dei fondi immobiliari tradizionali. Ogni investimento è un titolo autonomo, legato a un singolo immobile e con una durata definita. I rendimenti derivano dai canoni di locazione e vengono distribuiti agli investitori. La piattaforma integra anche un mercato secondario interno. Gli utenti possono acquistare o vendere i titoli dopo il collocamento iniziale. L’obiettivo è introdurre un certo grado di liquidità in una asset class storicamente illiquida, anche se senza garanzie su prezzo ed esecuzione.

Ti potrebbe interessare