Ogyre chiude un round da 3,8 milioni guidato da Vertis per la lotta alla plastica in mare

Ogni anno milioni di tonnellate di rifiuti entrano nei mari, compromettendo ecosistemi, filiere economiche e comunità costiere. Nel quadro della Blue Economy, il valore potenziale stimato a 3.000 miliardi di dollari entro il 2030 si intreccia così con la necessità di nuovi modelli tecnologici e rigenerativi capaci di affrontare l’inquinamento marino in modo misurabile. È qui che si colloca Ogyre, prima piattaforma globale di fishing for litter, che utilizza tecnologie digitali e un network internazionale di pescatori per trasformare la raccolta dei rifiuti in un servizio tracciato e finanziabile dalle imprese.

La società, fondata nel 2021, ha chiuso un aumento di capitale da 3,8 milioni di euro per accelerare il proprio scale-up internazionale. Il round è guidato da Vertis SGR, tramite il fondo “Vertis Venture 5 Scaleup”, con la partecipazione di Crédit Agricole Italia e Open Venture come co-investitori. L’obiettivo è espandere la missione globale contro l’inquinamento da rifiuti marini, aumentare la capacità operativa e rafforzare il posizionamento di Ogyre come player tecnologico della Blue Economy.

Al centro del modello c’è una piattaforma che traccia tramite tecnologia blockchain ogni fase delle operazioni di raccolta: dalle uscite in mare alle quantità di rifiuti pescati, fino al conferimento per riciclo o smaltimento responsabile. Le flotte di Ogyre, oggi attive in Italia, Indonesia, Brasile e Senegal, lavorano con oltre 130 pescatori coinvolti in programmi dedicati, con compensi fino a tre volte superiori al salario minimo locale giornaliero. Le aziende che vogliono supportare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) possono così finanziare in modo trasparente la rimozione di rifiuti marini e costieri, accedendo a dati certificati sull’impatto generato. Ad oggi sono più di 200 i brand partner, da Luna Rossa a Panerai, da Feltrinelli ad AS Roma.

L’aumento di capitale servirà a potenziare tutte le dimensioni del modello: operativa, tecnologica e di impatto. Entro il 2026 Ogyre punta a raggiungere un target di raccolta annuo di 2 milioni di kg di rifiuti, pari a una media di 5 tonnellate rimosse ogni giorno, cinque volte il volume del 2025, verso un obiettivo complessivo di 20 milioni di kg entro il 2030. Il team, oggi composto da 25 persone in Italia, crescerà per sostenere l’espansione in nuovi Paesi e consolidare la presenza in Europa, aprendo nuovi porti e coinvolgendo ulteriori aziende partner.

Oltre al potenziamento delle operazioni di raccolta, una parte significativa dell’investimento sarà dedicata all’evoluzione continua della tecnologia. La piattaforma di Ogyre ambisce infatti a diventare una delle principali fonti di dati tracciati e trasparenti sullo stato dell’inquinamento da rifiuti marini e sulla rimozione della plastica dai bacini idrici del pianeta, mettendo queste informazioni a disposizione della comunità scientifica e degli attori della Blue Economy. La collaborazione con cooperative locali consente inoltre di valorizzare i materiali raccolti, avviandoli a processi di riciclo o smaltimento responsabile e chiudendo il cerchio in un’ottica di economia circolare.

«L’Oceano è una risorsa vitale per il nostro futuro: dalla biodiversità marina e costiera dipende la sussistenza di 3 miliardi di persone. Grazie ai nuovi capitali potremo accelerare in modo significativo il raggiungimento dei nostri obiettivi di raccolta, con un approccio scientifico basato sul tracciamento sistematico del ciclo di vita dei rifiuti», commenta Antonio Augeri, Co-Founder & CEO di Ogyre. «Grazie a questo aumento di capitale sarà possibile scalare il modello Ogyre in Paesi esteri e attrarre nuovi partner internazionali, permettendoci di conseguenza di avere un impatto sempre maggiore», aggiunge Andrea Faldella, Co-Founder & CEO.

Dal lato investitori, il round si inserisce in una traiettoria che vede l’economia dell’Oceano sempre più centrale nelle strategie ESG. «Nei prossimi cinque anni l’economia dell’Oceano avrà un ruolo decisivo nella corsa agli SDG ed esistono ancora poche realtà innovative in grado di rispondere a queste sfide, creando le basi per andare oltre in una prospettiva di lungo periodo», sottolinea Alessandro Pontari, Partner del fondo “Vertis Venture 5 Scaleup” di Vertis SGR. Per Crédit Agricole Italia, che segue Ogyre anche attraverso l’ecosistema Le Village by CA Parma, si tratta di un investimento coerente con la propria strategia di open innovation orientata a progetti ad alto impatto ambientale e sociale, mentre Open Venture conferma il proprio supporto alla startup in questa fase di scale-up internazionale.

 

Nell’immagine in apertura Antonio Augeri, Co-founder & CEO di Ogyre (credits uff. stampa Ogyre)

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