Fondo pensione: quali sono i vantaggi fiscali? E qual è la novità del 2026?

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Il fondo pensione è una forma pensionistica complementare su base volontaria a cui si può aderire su base collettiva oppure individuale.

Il termine “complementare” indica la sua funzione principale, ovvero quella di integrare la pensione pubblica, contribuendo così a ridurre il divario tra reddito da lavoro e reddito da pensione.

I fondi pensione raccolgono i contributi degli aderenti e li investono. Al momento della pensione, l’aderente ha diverse opzioni a disposizione:

·       trasformare la posizione maturata in una rendita vitalizia,

·       riscattare una parte del capitale e trasformare la restante parte in rendita,

·       riscattare l’intero capitale (a determinate condizioni).

Il riscatto dell’intero capitale è possibile, in casi particolari, anche prima del pensionamento.

Oltre all’importante funzione di accumulo di un capitale che potrà essere utilizzato al momento del pensionamento, un fondo pensione comporta vantaggi fiscali interessanti negli anni in cui si versano i contributi. Infatti, la normativa italiana prevede la possibilità, entro una determinata soglia annua, di dedurre il fondo pensione ossia sottrarre dal reddito complessivo, prima del calcolo dell’IRPEF, i contributi versati.

Nella guida di Facile.it sulla deducibilità del fondo pensione è possibile trovare tutte le informazioni aggiornate.

Fondo pensione: la novità del 2026

Fino al 2025, il limite massimo di contribuzione deducibile ai fini IRPEF era di 5.164,57 euro all’anno. Questo importo ha rappresentato per molti anni la soglia in cui tutti i versamenti a un fondo pensione, ivi compresi quelli eventualmente versati dal datore di lavoro, potevano essere portati in deduzione dal reddito complessivo.

Le cose sono cambiate con la Legge di Bilancio 2026 (Legge 199 del 30 dicembre 2025) che ha innalzato il limite annuo di deducibilità a 5.300 euro.

L’importanza della deducibilità del fondo pensione

La deducibilità dei contributi versati a un fondo pensione è indubbiamente il principale vantaggio fiscale di tale strumento. Infatti, riducendo il reddito imponibile, consente di ridurre l’IRPEF dovuta ogni anno. Facendo un esempio pratico, se un contribuente ha un reddito imponibile di 35.000 euro e versa 5.000 euro in un fondo pensione, il reddito su cui calcolare l’imposta si riduce a 30.000 euro, con un rilevante vantaggio economico.

È opportuno precisare che se il contribuente versa un importo superiore ai 5.300 euro, la parte eccedente non gode della deducibilità fiscale, anche se va ad aumentare il capitale accumulato nel fondo.

Fondo pensione: non solo la deducibilità

I vantaggi fiscali di un fondo di previdenza complementare non si riducono solamente alla deducibilità dei contributi versati annualmente. Infatti, per i rendimenti che maturano durante la gestione del conto, è previsto un prelievo fiscale agevolato, con un’aliquota al 12,5% per quanto riguarda i rendimenti derivanti da Titoli di Stato, e al 20% per quanto riguarda i rendimenti derivanti da altri impieghi (per esempio azioni od obbligazioni). Si deve considerare che l’imposizione minima prevista per altre tipologie di rendimenti finanziari è attualmente del 26%.

Si deve anche ricordare che la rendita o il capitale ricevuti al momento del pensionamento saranno tassati con un’aliquota del 15% (sostitutiva dell’IRPEF), che si riduce annualmente dello 0,30% all’anno, a partire dal sedicesimo anno di permanenza nel fondo, fino ad arrivare a un’aliquota minima del 9%.

In sostanza, il fondo pensione è uno strumento finanziario che consente non solo di ottenere vantaggi fiscali grazie alla deducibilità dei contributi e alla tassazione agevolata dei rendimenti, ma anche di costruire nel corso degli anni un capitale che potrà integrare, in modo più o meno consistente, la pensione pubblica.

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