Climate change e low coding: secondo giorno di Web Summit 2021, la sostenibilità prende corpo

di Silvia Fabbi
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Secondo giorno di Web Summit 2021, e arrivano le proposte concrete per un mondo più sostenibile – a cavallo fra cambiamento climatico e innovazione tecnologica. La sintesi l’ha offerta Brad Smith, presidente e vice chair di Microsoft: occorre una nuova industria che abbia come mission sviluppare nuove tecnologie per fermare o limitare il cambiamento climatico, principalmente sviluppando tecnologie capaci di “catturare” la Co2. Nel suo speech “Building a net-zero economy: How do we move from pledges to progress?” Smith ha sintetizzato un trend invocato anche dal premier italiano Mario Draghi dalla Conferenza sul clima di Glasgow – e che ha provocato qualche incomprensione nei report dei media – ossia che per avere emissioni zero occorre non solo produrre meno Co2, ma soprattuto sviluppare un nuovo sistema industriale votato a misurarla – prima – e a catturarla – dopo.

Brad Smith nel suo talk alla Altice Arena

Etica al timone anche sul fronte più tecnico, con Kevin Guo di Hive – 120 milioni di euro di finanziamenti raccolti e miliardi di consultazioni dell’API – che nel suo speech alla FullSTK arena “AI and the future of content moderation” ha parlato dell’uso dell’intelligenza artificiale per migliorare i modelli utilizzati per addestrare la stessa intelligenza artificiale alla moderazione dei contenuti. Grazie all’AI Hive ha sviluppato sistemi di moderazione in tempo reale di contenuti  in ogni forma, dalle immagini agli audio – dove la tecnologia effettua la trascrizione dell’audio in testo e successivamente un sistema automatico classifica il testo come offensivo o neutrale -alle immagini con scritte interpretate con tecnologia OCR. Alla FullSTK arena si sono succeduti i big dell’informatica, con speaker altrettanto big come il campione di scacchi Garry Kasparov, security ambassador di Avast.

Kasparov alla FullSTK arena

Ma lotta al cambiamento climatico e sviluppo possono incontrarsi, esattamente nella filosofia del “low code/no code” platforms di cui ha parlato Hanna Hennig, CIO di Siemens. “Nessuna impresa può sviluppare tutto il codice di cui avrebbe bisogno, né abbiamo speranza di insegnare a programmare a ciascun cittadino: così diminuire la quantità di codice necessario per le app – come suggerito da Steve Jobs nel 1997 – è la via” ha detto Hennig. “Low code non è il diavolo, diventate ambasciatori del low/zero code perché è una strategia fondamentale per rispondere alla digital transformation e per renderci socialmente più efficienti” ha concluso Hennig.

Hanna Hennig alla FullSTK arena: “Diventate ambasciatori del low coding. Perché il codice che non dà mai errori è quello che non hai mai scritto”

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