Droni cargo per i rifugi altoatesini: 8,5 tonnellate trasportate in una stagione

Dai fondovalle dell’Alto Adige ai rifugi oltre i 3.000 metri: nell’estate 2026 i droni cargo di FlyingBasket hanno effettuato 189 voli, movimentando complessivamente oltre 8,5 tonnellate di materiali. È il bilancio della prima stagione di rifornimenti programmati con droni per otto rifugi alpini, un progetto finanziato dal Dipartimento di gestione patrimoniale della Provincia autonoma di Bolzano. L’operazione, avviata il 1 giugno e in programma fino al 13 ottobre, coinvolge i rifugi Payer, Sasso Nero, Brigata Tridentina, Giogo Lungo, Monteneve, Forcella Vallaga, Vedretta Piana e Gino Biasi al Bicchiere. Il progetto segue una prima sperimentazione avviata nel 2025, quando erano stati coinvolti quattro rifugi per 21 voli e circa una tonnellata di carichi trasportati.

Quest’anno i droni FB3 di FlyingBasket hanno portato in quota 7.078 chilogrammi di forniture e riportato a valle 1.491 chilogrammi tra rifiuti, materiali, attrezzature e bagagli. Nei carichi consegnati figurano prodotti alimentari come pane, latte, verdure, pasta, carne e bevande, ma anche materiali da costruzione, dispositivi tecnici e attrezzatura alpinistica.

«La sperimentazione di quest’estate dimostra come l’innovazione possa diventare uno strumento concreto al servizio dei rifugi e di chi ogni giorno li gestisce», afferma Christian Bianchi, assessore alle Opere Pubbliche della Provincia autonoma di Bolzano. «I cargo drone permettono di garantire rifornimenti più frequenti, anche di prodotti freschi, e allo stesso tempo di riportare a valle materiali e rifiuti, rendendo più efficiente la logistica in alta quota».

Le missioni hanno coperto percorsi impegnativi, sia per distanza sia per dislivello. La rotta verso il Rifugio Gino Biasi al Bicchiere, a 3.156 metri, ha raggiunto 10,7 chilometri con circa 1.500 metri di dislivello. I voli verso il Rifugio Payer, a 3.038 metri, hanno superato i 1.200 metri di dislivello, mentre quelli diretti al Rifugio Sasso Nero, a 3.018 metri, hanno affrontato oltre 1.166 metri. Le condizioni operative hanno incluso vento, turbolenze, basse temperature, nuvole e una ridotta densità dell’aria in quota. In alcune tratte, dove la morfologia delle montagne impediva il mantenimento di una linea radio diretta tra velivolo ed equipaggio, FlyingBasket ha utilizzato la connettività satellitare Starlink e le reti mobili 4G.

Per i rifugi, il servizio è stato organizzato come una componente della logistica ordinaria: FlyingBasket ha gestito il ritiro degli alimenti presso i fornitori locali, il trasferimento al punto di decollo e la pianificazione delle missioni con i gestori delle strutture. I voli di ritorno sono stati utilizzati per recuperare rifiuti e materiali, evitando viaggi a vuoto.

«All’inizio eravamo un po’ scettici, ma già dopo la prima esperienza siamo rimasti piacevolmente sorpresi», racconta Alain Untergassmair, gestore del Rifugio Brigata Tridentina. «Per noi è stato particolarmente importante anche il supporto logistico di FlyingBasket, che ha ritirato direttamente le forniture e le ha portate al punto di decollo».

Il progetto punta a verificare l’inserimento dei droni cargo nella catena di approvvigionamento delle strutture non raggiungibili da strade o funivie. Non un’alternativa assoluta agli altri sistemi di trasporto, ma uno strumento aggiuntivo per rendere più frequenti e flessibili le consegne, soprattutto per prodotti freschi e piccoli carichi urgenti.

«Completare ogni operazione programmata nel corso dell’intera stagione dimostra ciò che questa tecnologia è già in grado di fare oggi», afferma Moritz Moroder, CEO e cofondatore di FlyingBasket. «L’esperienza raccolta durante questa estate confluirà direttamente negli sviluppi dell’FB3 per le operazioni ad alta quota e nella prossima generazione di droni cargo FlyingBasket».

Nata in Alto Adige nel 2015, FlyingBasket sviluppa droni cargo per la logistica aerea ed è attiva a livello internazionale. Il progetto dei rifugi rappresenta per l’azienda un banco di prova operativo in ambiente alpino e un possibile modello per servizi analoghi nelle aree difficilmente accessibili.

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