Crowdfunding in università: così Bicocca finanzia i progetti di ricerca

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Scarseggiano i fondi per la ricerca? L’ateneo si ingegna e lancia la “colletta” online, supportata anche da aziende partner. Ma l’Università del Crowdfunding – questo il nome del progetto pilota messo in pista da Milano-Bicocca in collaborazione con Produzioni dal Basso, che di questa modalità di raccolta fondi online è la più grande community italiana – non è solo un modo per svicolare dalle non facilissime condizioni del fare ricerca in Italia. Oltre che mettere a disposizione una modalità di finanziamento alternativa e complementare ai tradizionali grant e bandi, infatti, il progetto mira anche ad altri due obiettivi: offrire l’opportunità di misurarsi col mercato attraverso la gestione delle campagne, e incrementare il senso e l’attitudine all’imprenditorialità.

Ma a chi si rivolge Bicocca Università del Crowdfunding? La piattaforma, consultabile a questo link, potrà essere usata da studenti, ex studenti, docenti, ricercatori, dottorandi e dipendenti dell’Ateneo. Potranno finanziare i propri progetti con il crowdfunding e il supporto delle aziende partner. Queste ultime saranno coinvolte attraverso lo strumento del cofinanziamento delle campagne. I progetti presentati verranno valutati da una commissione di esperti. Tra i selezionati, quelli che riusciranno a raccogliere almeno la metà dell’obiettivo necessario a realizzare l’idea direttamente dal crowdfunding, otterranno il restante cinquanta per cento dalle aziende partner dell’iniziativa.

Università del Crowdfunding: i tempi del bando

Il primo bando per raccogliere le idee progettuali è atteso per l’autunno 2018. Durante l’estate, attraverso i social Bicocca e Produzioni dal Basso, ci sarà una sorta di diario di avvicinamento dedicato ai futuri fundraiser. A settembre saranno organizzati workshop e altre iniziative informative per approfondire questi temi, presentare il bando in dettaglio e lanciare il sito dedicato. I progetti selezionati seguiranno un percorso di training tra novembre e dicembre. Entro la fine dell’anno le campagne saranno pubblicate sulla piattaforma. Nella primavera 2019 scatterà la seconda call for ideas. I bandi verteranno su temi di volta in volta concordati con le aziende finanziatrici e scelti tra quelli in cui l’Università può esprimere al meglio idee e innovazione.

Il progetto della piattaforma nasce dopo il successo della raccolta fondi per il CoderBot, robot didattico per le scuole primarie e secondarie progettato dall’Università Bicocca. La racconta si è chiusa con più di 7 mila euro di fondi in due mesi, ovvero oltre il 140 per cento dell’obiettivo.

«È un modello innovativo – dice il rettore della Bicocca Cristina Messa – e per ora unico nel suo genere, almeno tra le Università italiane. I progettisti selezionati riceveranno formazione e assistenza per imparare a costruire campagne di successo. I mini corsi saranno dedicati a fornire strumenti efficaci per favorire l’interesse di potenziali sostenitori. Da qui nasce l’idea di chiamare la piattaforma Università del Crowdfunding».