Supernova Hub, l’incubatore chiude un aumento di capitale di 6 milioni

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9 agosto 2019

Supernova Hub, il corporate venture accelerator di Italmondo spa, società specializzata in logistica e spedizioni, ha chiuso un aumento di capitale da 6 milioni di euro. Lo ha sottoscritto GC Holding, holding del gruppo ITLM, che a sua volta controlla Italmondo spa e Supernova Hub. Il gruppo è stato fondato nel 1953 da Giacinto Chiesa e tuttora, tramite GC Holding, fa capo alla famiglia Chiesa. L’operazione si inserisce all’interno della più ampia strategia di crescita dell’incubatore, fondato nel 2016 da Federico Pozzi Chiesa, ceo di Italmondo, e che prevede di stanziare nuovi fondi per supportare l’incubazione di nuove startup attive nei settori dell’e-commerce e della smart logistics e lo sviluppo dell’hub di coworking che andrà ad ospitarle.

Dalla sua nascita Supernova Hub ha investito 10 milioni di Euro in 12 startup tra cui SendaboxIoRitiroTermostoreZoro.aiBorsadelCredito.it e Supernova Factory. A oggi le startup hanno creato circa 150 posti di lavoro e hanno ottenuto 10 milioni di finanziamenti dal mercato oltre all’investimento iniziale di Supernova. Alla base di questo modello gioca un ruolo fondamentale  il contesto in cui esso si è generato, quello di una corporate tradizionale e soprattutto l’esperienza di business. I processi legati ad esempio all’industria logistica potevano essere trasferiti a settori diversi – in primis quello affine dell’e-commerce. In tre anni il gruppo ITLM ha concesso in utilizzo a Supernova Hub asset immobiliari per 15.000 metri quadrati, di cui 1.600 già ristrutturati e oggi sede dello spazio di coworking per le startup dell’incubatore.

“Gli incubatori tradizionali presentano un progetto e raccolgono capitali da terzi: noi facciamo il contrario, partendo da idee di business spesso nate internamente, affianchiamo l’analisi e la verifica delle basi di mercato in cui sia possibile innovare i modelli di business e le finanziamo direttamente con capitali propri. La discriminante per attivarci è che la nostra idea di startup sia almeno uno dei first mover del settore e che abbia un mercato potenziale abbastanza grande per poter scalare”, ha spiegato Pozzi Chiesa, che ha aggiunto: “Oggi siamo pronti anche ad aprirci a partner esterni e possiamo farlo con alle spalle un track record di tutto rispetto”.