Sanità: le startup raccolgono +40% in un anno

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Per le startup del settore sanità è un momento d’oro: l’ultimo rapporto Startup Health Insights 2017, realizzato dall’organizzazione Startup Health, descrive uno scenario in vero boom, in cui gli investimenti delle grandi corporation, dei fondi e degli acceleratori in aziende innovative hanno raggiunto gli 11,5 miliardi di dollari, con un incremento del 40% in un solo anno. Nel 2016 ammontavano a 8,2 miliardi di dollari gli investimento globali, nel 2015 erano fermi a 6,2 e l’anno precedente si attestavano a 7,2 miliardi. Il report dettagliato si può scaricare gratuitamente dal sito www.startuphealth.com.

Un boom che interessa poco l’Italia, che comunque si sta muovendo con buone prospettive di crescita. Il Belpaese non compare nella classifica delle nazioni più dinamiche nell’e-health, ma come ricorda Il Sole 24 Ore in edicola il 23 marzo 2018 sebbene «i valori in gioco come risaputo, sono di una scala nettamente inferiore» c’è un certo «ottimismo circa i futuri sviluppi di questo mercato».

Nel recente passato, ricorda il quotidiano confindustriale, «non sono del resto mancate operazioni di un certo peso, vedi gli oltre 17 milioni di euro raccolti negli ultimi due anni da Geneta Science, startup del biotech fondata da Pierluigi Paracchi con il San Raffaele, e deal significativi anche se di portata inferiore (compresi fra 500mila e 3,3 milioni di dollari, e in buona parte sottoscritti da venture capital italiani), che hanno interessato aziende come Biobeats, Corehab, D-Eye, Horus Yechnology, Pedius, Win Medical (acquisita a inizio gennaio dalla milanese Ab Medica), Yukendu e Xmetrics, tutte nate fra il 2009 e il 2016.

A dominare gli scambi sono aree metropolitane come Pechino (15 deals chiusi nel 2017 per un valore di 647 miliardi di dollari), Londra (record degli affari chiusi nell’anno, 22, per 189 miliardi di valore), Bengaluru (17 deals e 155 miliardi di dollari) e Tel Aviv (17 deals e 146 miliardi di valore).