Startup Europe Partnership, un premio per le corporation più “open”

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Nella piattaforma di Open Innovation Startup Europe Partnership, lanciata a Davos nel 2014 e guidata da Mind the Bridge, entrano due grandi aziende italiane: Eni e Acea. Si aggiungono ad altri giganti come Telefonica, BBVA, Orange, Autodesk, Enel, Acciona e Unipol.

Si apre poi la call internazionale per trovare le aziende del Vecchio Continente più propense al fare open innovation: le vincitrici, 36 “Corporate Startup Stars” del 2019, saranno annunciata a dicembre a Madrid nel corso del Sep Scaleup Summit. Il premio, gestito da Mind the Bridge sotto l’egida della Commissione Europea, ha visto eccellere nell’edizione 2018 Samsung Electronics, KPN e Sodexo.

Il doppio annuncio è stato dato il 12 marzo in occasione della giornata conclusiva del Sep Scaleup Summit di Milano, ospitato alla Borsa Italiana.

Le nuove scaleup: Glassup, q-bot, Alleantia e Profumeriaweb

L’evento ha l’obiettivo dichiarato di aprire alla finanza di mercato il mondo delle startup tecnologiche. Per 20 scaleup internazionali partecipanti agli Scaleup Summit si apriranno le porte del programma Elite di London Stock Exchange finalizzato a preparare le aziende partecipanti alla crescita dimensionale e all’opportunità della quotazione. A Milano sono state annunciate le prime quattro scaleup ammesse: Glassup, q-bot, Alleantia, e Profumeriaweb.

«Per Cornaglia insieme a Tim stiamo realizzando la soluzione di industrial IoT per l’interconnessione al nuovo sistema Mes (manufacturing and execution system) delle macchine dei tre stabilimenti italiani – ha spiegato Antonio Conati Barbaro, coo di Alleantia -. La soluzione poi verrà usata per i nuovi applicativi di analytics per la manutenzione e il controllo della qualità predittiva. La collaborazione è iniziata grazie al l’incontro con Tommaso Cornaglia al Sep Scaleup Summit dello scorso anno».

«È statisticamente improbabile trovare soluzioni ai problemi sotto casa – afferma Alberto Onetti, chairman di Mind the Bridge -. Per questo abbiamo portato qui a Milano, e lo stesso faremo a Londra, un gruppo di aziende emiliane con l’obiettivo di esporle a startup mature provenienti da tutta Europa. Siamo convinti che in questo contesto di soluzioni possa scaturire davvero innovazione».

Una sessione del Summit è stata dedicata a presentare soluzioni innovative per le città derivanti dalla collaborazione tra grandi aziende quali ArcelorMittal e Acciona e startup come baragaño bhome (steel modular architecture) e D-Shape (solutions for 3D printing, cement). Presenti all’incontro anche alcune delle città partecipanti alla nuova iniziativa europea StartupCity Europe Partnership, tra cui Valencia, Lione, Torino e Pavia.

Eni e Acea puntano su decarbonizzazione e smart city

Le due nuove entrate nel programma hanno spiegato i loro piani. Eni punta a identificare soluzioni digitali innovative che possano contribuire a conseguire gli obiettivi di decarbonizzazione, a diffondere modelli di economia circolare e comportamenti eco-sostenibili nonché a migliorare ulteriormente la sicurezza di installazioni e luoghi di lavoro. Acea si focalizzerà sui trend di innovazione in settori chiave dell’economia quali energia, costruzioni e smart cities.

Sono due esempi di quella Open Innovation che, mostrano i dati preliminari presentati da Mind the Bridge, si fa sempre più strada anche in Italia. L’88% delle grandi aziende internazionali ha oggi una unità dedicata a fare open innovation e una figura apicale (Cio, Chief Innovation Officer, o Cdo, Chief Digital Officer).

In Italia il dato è in crescita anche se più basso della media internazionale: il 75% delle grandi imprese ha una unità dedicata all’open innovation. Tra le medie la percentuale scende alla metà mentre tra le piccole è meno di un quarto.