Startup dell’energia, in Italia meno di una su due riceve finanziamenti

La burocrazia blocca il campus H-Farm: parte la raccolta firme on-line
20 aprile 2018
Fondo garanzia, 71 milioni di prestiti alle startup nel primo trimestre 2018
24 aprile 2018

Edifici a basso consumo, smart grid che innervano le città, colonnine di ricarica per i veicoli elettrici, produzione distribuita con energie rinnovabili: i grandi filoni su cui corre l’innovazione in campo energetico hanno seguaci anche in Italia, ma nel nostro Paese le startup che lavorano su questi temi godono mediamente di finanziamenti di gran lunga inferiori rispetto a quelli che si registrano all’estero.

Una ricerca condotta da Energy&Strategy Group con Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, pubblicata da Affari&Finanza di Repubblica del 23 aprile 2018, punta un faro su questo settore. Su un campione formato dalle 100 imprese più innovative a livello globale nella digital energy, 22 sono startup italiane.

Solamente il 45% delle startup italiane ha ricevuto finanziamenti, e ancora minore è la percentuale di quelle che hanno ottenuto investimenti superiori a un milione di euro di valore: appena il 9%. La media, per le nostre imprese che innovano nel settore energetico, è un finanziamento pari a 640mila dollari. Una cifra che risulta molto più bassa rispetto alla media degli Usa, per esempio: lì l’investimento medio degli investitori è di 5,2 milioni di dollari.

Gli ambiti di applicazione delle startup in ambito digital energy sono lo smart building (75%), lo smart manufacturing (14%) e le smart grid (11%).