Nasce Semina, la piattaforma italiana di crowdfunding per l’agrifood

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Una piattaforma italiana di raccolta investimenti specializzata nel settore agrifood: è l’identikit di Semina, un progetto nato dall’alleanza tra l’esperienza di Two Hundred nella raccolta di capitali di rischio e di Emerge nel supporto business2business, che punta a favorire l’accesso al mercato dei capitali delle migliori aziende italiane del settore agroalimentare.

Semina è stato presentato nel contesto di Seeds & Chips, e il 21 maggio 2019 è il giorno di lancio della prima call per reclutare le prossime aziende che avranno l’opportunità di raccogliere su capitali.

«L’Italia è certamente il luogo ideale per far crescere aziende legate al settore agroalimentare – afferma Matteo Masserdotti, CEO e Founder di Two Hundred -, la cultura e la tradizione del cibo, la posizione geografica, la presenza di Università leader mondiali in questo settore, offrono il terreno perfetto per la nascita di prodotti incredibili. È un’occasione troppo importante per l’Italia per non essere sfruttata. Con Semina vogliamo dare la possibilità alle aziende del nostro paese di crescere più velocemente all’accesso al mercato dei capitali. Vogliamo dare loro la possibilità di essere ambiziose, di diventare leader mondiali e di non vedersi superare da aziende di altri paesi con prodotti peggiori, ma maggiori risorse».

«Emerge vuole proseguire la sua missione di supporto alle aziende agroalimentari italiane – aggiunge Giorgio Bertolini, CEO e Founder di Emerge – e di espansione di prodotti di qualità nel mondo da qui una collaborazione straordinaria con Two Hundred, dove insieme abbiamo creato la prima piattaforma di raccolta fondi per le aziende italiane. Le aziende riceveranno investimenti da tanti risparmiatori italiani che avranno così modo di contribuire alla loro crescita e di condividere il successo con loro».

Gli investimenti in venture capital nel settore agrifood a livello mondiale hanno registrato un incremento costante negli ultimi cinque anni, passando da 3,08 miliardi di euro nel 2014 ai 14,3 miliardi registrati nel 2018. In Europa sono stati investiti nel settore circa 6,5 miliardi, dal 2013 ad oggi.

Tuttavia l’Italia, nonostante l’agroalimentare contribuisca al 15% del suo Pil, occupa un ruolo marginale con investimenti pari a solo l’1% del totale investito in Europa in venture capital nel settore (fonte Dealroom). A livello globale si contano 35 aziende foodtech, che non esistevano 10 anni fa, con un valore superiore al miliardo di euro, per un valore combinato di 169 miliardi di euro. Nove di queste hanno sede in Europa, per un controvalore di cui 30 miliardi di euro, mentre nessuna in Italia.