Il tatto si rivive a distanza: Physicality ai Digital Design Days

Google AI sceglie In Codice Ratio, il software che svela gli Archivi Vaticani
12 febbraio 2019
Forbes: Davide Dattoli tra gli under 30 più influenti d’Europa
13 febbraio 2019

Physicality è un’installazione che il digital creative studio Monogrid e l’azienda innovativa Weart, nata all’interno della «Fabbrica di Imprese» e-Novia, hanno realizzato per i Digital Design Days che si svolgono a Ginevra dall’11 al 13 febbraio 2019. Lo showcase è uno studio che esplora la possibilità di aumentare la presenza fisica o il feedback dell’utente in relazione ai media digitali. Detto in altri termini, una sorta di registrazione e successiva trasmissione della sensazione del tatto.

Alla base dell’esperienza innovativa creata dalle due realtà hi-tech made in Italy c’è la connessione fra due tecnologie. La prima è rappresentata dall’attuatore tattile (un sensore che fornisce agli utenti diverse sensazioni fisiche) frutto del lavoro di Weart (Wearable Robotic Technology) che consente di riprodurre sensazioni tattili registrate o create artificialmente. La seconda è basata su un projection mapping (sviluppato da Monogrid) direttamente collegato all’attuatore tattile e coerente alla sensazione fisica trasmessa.

Quando la persona tocca il sensore, quest’ultimo è in grado di registrare le interazioni tattili che si verificano tra il dito dell’utente, gli oggetti e le superfici circostanti. Il sensore registra la ruvidità dei materiali toccati insieme alla rigidità e alla temperatura degli oggetti afferrati. In un secondo momento riproduce sulla pelle dell’utente i segnali tattili registrati. In particolare può riprodurre tre tipi di sensazioni fisiche: vibrazioni, cambiamento di temperatura e pressione. L’installazione associa quindi una diversa visuale, proiettata sul terreno, a seconda della sensazione data dal sensore.

Il cuore tecnologico dello showcase è rappresentato da Weart, la soluzione interamente made in Italy che allo scorso CES di Las Vegas ha riscosso apprezzamenti a livello mondiale. Weart è un device in grado di trasmettere la sensazione del tatto da una persona all’altra, anche a distanza, o la ricrea – associata a un film, a una musica, a un videogioco o alla realtà virtuale o aumentata – amplificando così le percezioni sensoriali.

La tecnologia è nata all’interno di SIRSLab (Siena Robotics and Systems Lab), laboratorio di ricerca dell’Università di Siena, che si occupa di robotica e tecnologie legate alla manipolazione e al senso del tatto, e viene sviluppata in collaborazione con e-Novia attraverso l’omonima società che vede tra i fondatori oltre a e-Novia, la Fabbrica di Imprese, Guido Gioioso, Giovanni Spagnoletti e il professor Domenico Pratichizzo.

«I device che stiamo sviluppando – spiega Guido Gioioso, ricercatore di SIRSlab – possono essere visti come l’equivalente di microfoni e casse per il senso del tatto. Da un lato permetteranno di registrare le interazioni tattili di un utente mentre esplora o afferra oggetti che lo circondano, in termini di forze, vibrazioni e cambiamenti di temperatura. Dall’altro potranno riprodurre, “mettere in play”, queste sensazioni, realizzando per il senso del tatto quel processo di digitalizzazione che è già avvenuto per la vista e l’udito».

Due utenti distanti tra loro potranno presto scambiarsi e condividere sensazioni tattili (anche durante una videochiamata) che si andranno ad aggiungere a quelle audio e video, comunicando attraverso un canale, quello del tatto appunto, che è fortemente legato alla nostra sfera emotiva. Il “microfono” tattile è fatto da sensori tattili: il dispositivo registra ruvidezza, temperatura e pressioni. L’altro ha a bordo degli attuatori, componenti che riproducono sulla pelle vibrazioni, pressioni e cambiamenti di temperatura a livello cutaneo.

«La soluzione si presta, oltre che al mondo della comunicazione one-to-one, anche ad applicazioni rivoluzionare legate all’entertainment – spiega Ivo Boniolo, Chief Innovation Officer di e-Novia, la Fabbrica di Imprese – grazie a Weart le percezioni tattili andranno ad aggiungersi a quelle visive ed uditive aumentando l’esperienza dello spettatore al cinema, di un ascoltatore di musica o dell’utente di un videogioco».

«Abbiamo visto in Weart la possibilità di fare un passo in avanti nel campo dell’interazione tra mondo fisico e digitale, mettendo a disposizione dell’utente un’esperienza innovativa: tattile e visuale» spiega David Hartono, Tech Director di Monogrid e sviluppatore dell’esperienza. «Speriamo che il nostro lavoro apra le strade a nuove opportunità nello sviluppo di esperienze digitali, in grado si sintetizzare le percezioni fisiche con quelle visuali».