Tavole da surf e barche a vela stampate in 3D: a Ocore il premio PNI 2017

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Ocore, la prima barca a vela completamente stampata in 3D, è la vincitrice del PNI 2017, il Premio Nazionale per l’Innovazione promosso per la quindicesima edizione da PNICube, la rete nazionale degli incubatori di impresa universitari, con la co-partecipazione di FS Italiane per far emergere i migliori progetti d’impresa ad alto contenuto tecnologico nati nelle università e nei centri di ricerca d’Italia. La finale nazionale si è tenuta il 1 dicembre a Napoli nel Complesso Universitario Federico II di San Giovanni a Teduccio.

Ocore startup

Sessantacinque le startup finaliste, selezionate tra le 1.031 idee d’impresa che hanno partecipato alle 17 StartCup regionali. aggiudicarsi i 4 premi settoriali di 25mila euro nelle categorie Life Sciences, Cleantech & Energy, Industrial, ICT e il titolo di vincitore assoluto del PNI 2017.  FS Italiane ha sostenuto con 25mila euro il miglior progetto di impresa della categoria Industrial e con un premio di altri 25mila euro da investire nelle proprie attività hi-tech il campione assoluto del PNI. La business idea di Ocore, startup incubata presso il Consorzio Arca di Palermo, si è aggiudicata entrambi i premi.

Ocore, tavole da surf e yacht da stampa 3D

I fondatori si Ocore sono Daniele Cevola, Francesco Belvisi e Mariga Perlongo. Hanno sviluppato e brevettato una nuova strategia di deposizione del materiale che, sfruttando un algoritmo ispirato ai frattali e utilizzando polimeri avanzati rinforzati con fibre di carbonio, permette di realizzare strutture ad altissime prestazioni, più forti, più durevoli e allo stesso tempo più leggere: da tavole da surf a strutture di grandi yacht.

È un robot di stampa 3D ad alte prestazioni a dare forma a questi natanti, senza modelli e stampi, superando i problemi della stampa 3D tradizionale. La nautica è stato il settore scelto per mettersi alla prova e vincere la sfida ma le applicazioni sono innumerevoli in tutti quei settori che richiedono il massimo di prestazioni e leggerezza.

 

Gli altri premi di PNI 2017

Il Premio Iren Cleantech & Energy, per il miglioramento della sostenibilità ambientale, è andato a Bettery (StartCup Emilia Romagna) che ha sviluppato e brevettato Nessox, la batteria liquida più leggera, con una durata 5 volte superiore a quella delle migliori batterie commerciali grazie all’utilizzo di elementi leggeri, litio e ossigeno. Una batteria che permette, inoltre, una ricarica immediata, attraverso la sostituzione del liquido interno come in un rifornimento di carburante. «Nessox porta a un cambio radicale di paradigma – ha commentato Francesca Soavi, CEO e co-founder –. Il nostro primo obiettivo è quello di inserirci come sistemi di accumulo di energia da fonti rinnovabili nel settore delle batterie, per il quale si prevede per il 2015 un mercato di 18 miliardi di euro in Europa».

Il Premio Clinic Center Life Sciences, per il miglioramento della salute delle persone, è andato a RY Goldzip (StartCup Calabria). Il team è arrivato alla formulazione di una crema, che contiene principi attivi tratti dalle Cipolle Rosse di Tropea IGP Calabria, che consente di ridurre notevolmente il tempo di  cicatrizzazione delle ulcere, senza richiedere applicazione di antibiotici o antinfiammatori. «I successi più importanti registrati durante lo studio clinico – ha commentato la ricercatrice Francesca Aiello – sono stati la facilità di uso, in particolar modo negli anziani in politerapia, e l’alta aderenza al trattamento grazie all’azione antidolorifica e antipruriginosa della crema».

Il Premio PwC Italia ICT per le tecnologie dell’informazione e dei nuovi media è stato vinto da Ermes Cyber Security (StartCup Piemonte Valle d’Aosta): partendo dall’emergenza internazionale degli attacchi informatici aziendali, la startup ha ideato una soluzione in grado di bloccare completamente la perdita di informazioni causata dai “web tracker” e di assicurare una protezione totale di ogni singolo dispositivo, grazie ad algoritmi brevettati basati su machine learning, big data e intelligenza artificiale. «Solo nel 2016, attacchi di questo tipo globalmente hanno provocato oltre 10 miliardi di danni  – ha dichiarato il capo progetto e CEO Hassan Metwalley –. Grazie ad Ermes ogni dipendente può essere protetto a 360 gradi».