Bus modulari a guida autonoma, startup italiana conquista Dubai (e Padova)

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Sembra un film di fantascienza ma presto potrebbe essere una realtà nelle nostre città. Mezzi di trasporto elettrici a guida autonoma, formati da piccoli “vagoni” autonomi, che viaggiano in colonne come dei tram, salvo poi dividersi seguendo le esigenze dei passeggeri, che tramite una app possono indirizzare ogni modulo in una delle direzioni possibili. La sfida è coniugare la sostenibilità e l’economicità dell’autobus con la flessibilità del taxi. E forse potrebbe diventare una soluzione allo smog che congestiona le nostre città.

Per ora hanno “adottato” il progetto l’emiro di Dubai, per Expo 2020, e il comune di Padova, che sosterrà la costruzione dei moduli e punta a mettere in strada per la fine del 2019 due mezzi per il servizio pubblico fortemente innovativi.

L’idea è della startup Next Future Transportation guidata da Tommaso Gecchelin, originario di Mira nel Veneziano e ora residente a Padova, laureato in Fisica all’Università di Padova e in Disegno industriale allo IUAV di Venezia. Il prototipo messo a punto dalla startup, ospitata all’interno dell’incubatore Paradigma di Padova, è quindi una sorta di bus scomposto in più moduli che all’occorrenza si possono agganciare o sganciare.

I moduli, che assomigliano a piccole funivie (ma senza cavi) sono in grado di ruotare su se stessi e di parcheggiare agevolmente grazie alla forma cubica. I bus vengono così composti e scomposti di volta in volta in base ai flussi calcolati da un algoritmo che raccoglie in tempo reale le destinazioni richieste dagli utilizzatori: ecco che, se in un bus una parte dei passeggeri deve raggiungere una destinazione e una parte un’altra destinazione, i diversi moduli resteranno agganciati per la prima tratta per poi sganciarsi diventando due o più minibus autonomi diretti ciascuno in un luogo diverso.

«Seguiamo da tempo il progetto Next e abbiamo convintamente deciso di sostenere lo sviluppo di un sistema dalle grandi potenzialità – spiega il vicesindaco di Padova Arturo Lorenzoni –. Siamo certi che i mezzi che stanno sviluppando in collaborazione con Paradigma Exponential Hub, siano in grado di dare risposte adeguate alle esigenze di mobilità della nostra città e siamo particolarmente contenti di poter sostenere un’eccellenza nata sul territorio che sta già riscuotendo apprezzamenti a livello internazionale e che vogliamo resti».