L’innovazione nella Legge di bilancio 2019: fondo del Mise e norma pro-exit

Angelo Coletta
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Un fondo di Venture Capital del ministero dello Sviluppo economico (inizialmente con un “portafoglio” di 90 milioni), un nuovo ruolo di regia affidato a Cassa depositi e prestiti, un incentivo fiscale per favorire le exit delle startup, la definizione normativa della categoria di “Business angels”.

Sono alcune delle novità contenute nella Legge di bilancio 2019 per quanto riguarda l’ecosistema dell’innovazione. Nero su bianco nel maxi emendamento in approvazione in extremis prima del 31 dicembre da parte dei due rami del Parlamento, ecco le ricadute concrete dei ripetuti annunci del ministro dello Sviluppo e vicepremier Luigi Di Maio.

L’obiettivo del governo, ambizioso, è muovere investimenti per 2 miliardi di euro dando nuova vita a un mercato dell’innovazione in crescita ma ancora troppo asfittico rispetto ai Paesi competitor europei e internazionali. Per un’analisi nel dettaglio delle misure rimandiamo ad Agi, con un approfondito articolo di Arcangelo Rociola (qui) e al pezzo di Gianmarco Carnovale su Agenda Digitale (qui).

La novità principale è sicuramente l’istituzione del nuovo “Fondo di sostegno al Venture capital” con dotazione di 90 milioni di euro per il triennio 2019-2022 e di altri 20 milioni dal 2022 al 2025. Nel frattempo Invitalia Ventures, fondo statale con dotazione di 400 milioni, passa sotto l’ala di Cdp, la quale dovrebbe metterci del suo, aumentando il volume complessivo di investimenti. Dovrebbe venirsi a creare così un “fondo dei fondi” a guida statale che sosterrà i fondi privati, dando vita a un effetto moltiplicatore.

Un’altra leva è quella dell’incentivo alle exit: in pratica quando una grande azienda ingloberà una startup, otterrà un credito d’imposta fino al 50% sull’importo dell’acquisizione. Dovrebbe così chiudersi il cerchio, con un ritorno per i founder e per i venture che hanno creduto in loro, e dall’altra parte un incentivo alla “open innovation”, cioè l’iniezione nelle aziende “tradizionali” di elementi di innovazione tecnologica veicolati dalle startup.