Energica, la sportiva made in Italy dal cuore green

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Muovendosi nel campo dell’automotive emergono con sempre maggior frequenza tematiche legate alla sostenibilità ambientale, in difesa di un ecosistema fragile e delicato. In particolare questi temi rientrano all’interno di settori industriali dove l’eco-sostenibilità diviene un valore aggiunto del prodotto stesso. Non solo nell’ambiente automobilistico ma anche nel mondo motociclistico nasce l’esigenza di sperimentare nuove modalità di sfruttamento di fonti d’energia che strizzino l’occhio all’ambiente e alla sua preservazione, attraverso la creazione di motori eco-friendly. È questo il caso di un’azienda modenese, la Energica Motor Company, nata nel 2014 all’interno del Gruppo Crp, punto di riferimento nel panorama italiano per il mondo del racing. Energica è la prima azienda italiana a produrre modelli di motocicli stradali interamente alimentati ad elettricità, con il supporto dell’esperienza tecnica del Gruppo CRP, quest’ultimo produttore di componentistica per la Formula 1.

Energica, numeri record

Energica si presenta come un’azienda innovativa che propone un concept nuovo e soprattutto estremamente raro da riscontrare nell’universo italiano dell’automotive. L’idea di una motocicletta elettrica, prima ed unica nel suo genere nel mercato automobilistico made in Italy, che ben si difende dai classici modelli a benzina. L’azienda modenese punta tutto sulla garanzia italiana e su fonti rinnovabili, presentando tre modelli di motocicli stradali (Eva 107, Ego e Eva EsseEsse 9) con motore che varia da che varia dagli 80 kW (109 Hp) ai 107 kW (145 Hp) offrendo le prestazioni di una moto sportiva che con i suoi 280 Kg di peso viaggia ad una velocità massima di 240 Km orari, con un’accelerazione da o a 100 Km/ h in 3 secondi ed una autonomia di circa 150 chilometri.

Una superbike che sorprende

Il debutto delle superbike made in Italy in Borsa ha sorpreso i numerosi investitori privati che in un primo momento non avevano creduto nella riuscita di questa startup tutta italiana, che nonostante abbia chiuso il 2017 con appena mezzo milione di euro di ricavo, contro i sette zeri fissati dal business plan, non ha smesso di crescere, iniziando così ad aprirsi ai mercati del Nord Europa e degli Stati Uniti. Lo conferma anche Il Sole 24 Ore per cui «il portafoglio ordini» di Energica ha aperto il 2018 raggiungendo in soli 90 giorni «l’intero ammontare ordini dei 12 mesi precedenti». Il 2019 invece inizierà con un break even che potrebbe cambiare le sorti di questa aziende modenese. L’obbiettivo prefissato dall’amministratrice delegata di Energica, Livia Cevolini è ambizioso: la produzione (manuale) di duemila pezzi a partire, come sostiene la stessa Cevolini «da una supply chain concetrata per l’85% nella motor valley “allargata”, sconfinando dalla via Emilia verso Veneto, Lombardia, Toscana».

Gloria Vardanega