Nota Def: risparmi assicurativi e fondi pensione per finanziare le startup

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Il ministro dell'economia Giovanni Tria e il presidente del consiglio Giuseppe Conte. Foto Presidenza del Consiglio CC BY-NC-SA 3.0 ITLa Nota di aggiornamento del Def, il Documento di Economia e Finanza 2018, è stata trasmessa dal governo alle Camere il 4 ottobre. Nel documento sono messe nero su bianco alcune misure economiche che il governo ha intenzione di mettere in campo, e non manca un capitolo sull’innovazione.

La novità più importante è la creazione una «piattaforma pubblica» per favorire l’investimento dei fondi pensione e dei risparmi assicurativi in venture capital, per finanziare le startup e le Pmi ad alto ponteziale.

Uno strumento che sembra in linea con le dichiarazioni del ministro Di Maio e con la richiesta, arrivata anche da voci del mondo dell’innovazione, di un intervento più deciso dello Stato per stimolare i venture capital.

Riportiamo il passaggio della Nota di aggiornamento al Def – qui l’originale sul sito del Mef – in attesa di capire quanto e come queste intenzioni si tradurranno in realtà:

La creazione di un contesto imprenditoriale migliore e più favorevole agli investimenti richiederà inoltre azioni per facilitare l’accesso al credito e la protezione degli investitori di minoranza, oltre a rendere meno costosa la gestione delle insolvenze. Un’attenzione particolare verrà posta al potenziamento degli strumenti di agevolazione degli investimenti in venture capital. Ciò richiederà l’impiego di una quota dei risparmi assicurativi verso PMI ad alto potenziale, anche con l’ausilio di una piattaforma pubblica che favorisca forme di aggregazione tra fondi pensione e casse di previdenza.

Il Governo renderà anche più semplice l’utilizzo dei Piani Individuali di Risparmio (PIR) con destinazione delle risorse verso le start up e le imprese non quotate. Nella promozione delle start up innovative un ruolo importante è svolto dal sostegno all’imprenditorialità giovanile, attraverso le semplificazioni amministrative (anche con l’uso di strumenti ICT) e la riduzione dei costi per tutta la durata dell’iscrizione della società nella sezione speciale del registro delle imprese.

Ciò al fine di limitare la numerosità degli adempimenti, l’incertezza e i tempi lunghi dei procedimenti amministrativi, gli eccessivi costi connessi alla gestione aziendale che rappresentano il principale freno per chi ha intenzione di avviare una attività di impresa.

Foto: Il ministro dell’economia Giovanni Tria e il presidente del consiglio Giuseppe Conte. Foto Presidenza del Consiglio CC BY-NC-SA 3.0 IT