Round da 270 mila dollari per Cubbit, la startup del cloud peer-to-peer

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Cubbit, la startup bolognese che ha sviluppato una tecnologia di cloud distribuita, ha chiuso un round di 270 mila dollari di investimenti complessivi. Parte dell’investimento, pari a 150 mila dollari, arrivano da Barcamper Ventures, fondo di venture istituito da Primomiglio Sgr, e dei business angel Nicolò Manaresi e Alessandro Fiorentino.

Si completa così l’operazione iniziata con l’investimento di 120 mila dollari sottoscritto dalla banca inglese Barclays e da Techstars, terzo acceleratore per startup più importante al mondo, di cui Cubbit è stata la prima azienda italiana ad entrare in portafoglio.

Inoltre fino al 31 marzo Cubbit sarà online con una campagna di Crowdfunding su Kickstarter che ha già raccolto più di 250 mila dollari, raggiungendo il 500% dell’obiettivo prefissato. Tra i finanziatori del crowdfunding anche Legacoop Bologna, che sta studiando con Cubbit possibili sinergie con il mondo cooperativo.

Cubbit, fondata nel 2016 da quattro under 28 e oggi con sede a Bologna e Tel Aviv, permette di riciclare le risorse internet inutilizzate per trasformarle nel cloud più competitivo, sicuro e green oggi disponibile. L’utente di Cubbit ottiene infatti un servizio cloud simile a Dropbox o Google Drive, ma criptato, espandibile fino a 4 terabite e con impatto ambientale dieci volte inferiore agli standard. Il tutto senza dover pagare alcun abbonamento mensile.

La tecnologia di Cubbit sostituisce i data center centralizzati – imponenti infrastrutture su cui si basano i servizi di cloud – con un sistema distribuito, fatto di piccoli dispositivi – detti “Cubbit Cell” – che vengono collegati peer-to-peer mettendo a fattor comune le proprie risorse. Dal 2018 la startup collabora con il Cern e altri 11 partner dei settori accademico e industriale all’interno di un progetto europeo volto a rinnovare l’infrastruttura cloud per la scienza

«Abbiamo lavorato con Cubbit insieme a Dpixel, durante il percorso di accelerazione Barcamper Garage a Bologna e siamo rimasti colpiti dalla tenacia e vision dei giovani fondatori – spiega Gianluca Dettori, presidente di Primomiglio Sgr -. Cubbit sta sfidando i colossi del cloud con un approccio moderno estremamente più sicuro ed una tecnologia che ha il potenziale di scalare in modo molto significativo diventando sempre più competitiva in termini di costo, efficienza e potenza al crescere della rete».

Un ulteriore riconoscimento per Cubbit arriva dall’Università di Bologna che ha deciso di assegnare a Cubbit lo status di prima startup ufficialmente accreditata dell’Alma Mater Studiorum. I quattro fondatori, Marco Moschettini, Stefano Onofri, Alessandro Cillario e Lorenzo Posani sono infatti tutti alumni dell’Università di Bologna, e la scelta di essere la prima startup accreditata ha anche un importante valore simbolico. Onofri e Cillario, infatti, sono gli ideatori dello StartUp Day dell’Alma Mater – oggi il più importante evento italiano per lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile.

«L’investimento di Primomiglio Sgr e dei nostri angels rafforza il nostro processo di crescita e ci permetterà in pochi mesi di penetrare anche il mercato B2B» spiegano Stefano Onofri e Alessandro Cillario, rispettivamente ceo e coo dell’azienda.