Canapa per la farmaceutica, a Ragusa apre il più grande stabilimento in Italia

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Farmaceutica e cosmetica basate sulla canapa industriale: di questo si occupa il più grande stabilimento in Italia per la produzione di olii essenziali e distillati della pianta dalle foglie seghettate, che si inaugura a Ragusa il 16 gennaio. A costruirlo è la Canapar Corp, società controllata dalla canadese Canopy Rivers, con un investimento di 25 milioni di dollari canadesi.

Un impianto che in prospettiva apre alla possibilità di crescita per un settore innovativo come quello della canapa. La nuova industria parte con un accordo con gli agricoltori siciliani per la coltivazione dell’infiorescenza – ovviamente della varietà legale, in cui la presenza di Thc è inferiore allo 0,2% – su circa mille ettari. Prodotti che verranno lavorati nello stabilimento – che occupa oggi 10 dipendenti ma che nei piani dell’azienda arriverà a dare lavoro a 30 – e poi esportati sfruttando il vicino porto commerciale di Pozzallo.

Secondo quanto riporta il Sole 24 Ore, alcune stime indicano che il comparto degli estratti della canapa potrebbe raggiungere un valore di 2,1 miliardi di dollari entro il 2020, con una crescita del 700% rispetto al 2016. L’investimento ha riflessi anche sulla ricerca: è stato avviato un progetto in partnership con il Dipartimento di agricoltura, alimentazione e ambiente dell’Università di Catania per lo sviluppo della tecnica colturale e l’individuazione delle varietà di canapa industriale più adatte al clima mediterraneo.

«Abbiamo deciso di investire in Sicilia, sia per la sua posizione geografica strategica al centro del Mediterraneo che per la sua storia di regione principale produttrice di canapa industriale nel suo recente passato – dichiara Sergio Martines, Ceo di Canapar Corp -. Ragusa è stata individuata, successivamente, per l’alto potenziale del suo polo industriale, pur in un quadro generale di difficoltà di cui siamo ben consapevoli, con aziende preminenti anche a livello internazionale, una buona vivacità economica, costi competitivi, buon livello dei servizi amministrativi, anche pubblici, rispetto alle altre province siciliane e la presenza del porto commerciale di Pozzallo, che costituisce per noi un plus per la nostra logistica, comunque molto diversificata».