Blockchain, progetto pilota per difendere il tessile Made in Italy

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La tecnologia Blockchain può aiutare il Made in Italy a difendere la propria unicità e qualità. Come? Certificandone la filiera grazie al meccanismo del “registro condiviso” che permette di ottenere la massima sicurezza rispetto a tentativi di contraffazione.

Per il momento si tratta di un progetto pilota, applicato all’industria tessile e promosso dal ministero dello Sviluppo economico che ne ha affidato l’esecuzione a IBM, che realizzerà uno studio di fattibilità che costituirà un modello di base per i settori di riferimento del Made in Italy.

Il progetto è stato presentato mercoledì 13 marzo 2019 al Mise, nel corso di un workshop sull’applicazione della Blockchain alle Pmi. Il progetto pilota prevede una fase di esplorazione e design thinking per l’individuazione, insieme alle imprese, di casi specifici per analizzare alcuni processi produttivi ai quali applicare la Blockchain. Verrà infine realizzato uno studio di riepilogo delle condizioni di fattibilità per le filiere del settore sulla base delle risultanze dell’esplorazione.

«La filiera che dal settore tessile e conciario arriva alla moda rappresenta un grande valore industriale per il nostro Paese – ha dichiarato il sottosegretario allo Sviluppo economico Andrea Cioffi aprendo il workshop -. La tracciabilità di questa filiera, mediante l’utilizzo della tecnologia Blockchain, può davvero contribuire a tutelare il prodotto Made in Italy, certificandone l’effettiva realizzazione in Italia. Ciò concorre ad accrescere la fiducia del consumatore, creando inoltre condizioni di trasparenza, di garanzia per l’occupazione e di tutela ambientale».