Blockchain, il Mise cerca 30 esperti per la strategia nazionale

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Cercansi 30 esperti di Blockchain per «l’elaborazione della strategia nazionale sulle tecnologie basate su registri distribuiti e blockchain». È il contenuto dell’avviso pubblico lanciato in questi giorni sul sito del ministero dello Sviluppo economico. Il gruppo di esperti informatici dovrà approfondire il tema delle distributed ledger technologies (DLT) e della blockchain, e immaginare in che modo aumentare gli investimenti pubblici e privati in tale direzione e nelle tecnologie strettamente connesse.

I soggetti interessati a presentare la propria candidatura possono consultare l’avviso per la manifestazione di interesse e il format per la presentazione della domanda, che andrà inviata entro il 28 ottobre 2018. Il gruppo, presieduto dal ministro o da un suo delegato, sarà composto da 10 membri esponenti del mondo imprenditoriale o delle associazioni di categoria di riferimento che operano in ambito di DLT e blockchain, 10 esponenti di organismi e centri di ricerca, della pubblica amministrazione, del mondo accademico o think-tank, 10 esponenti delle organizzazioni sindacali, del terzo settore, dei consumatori o, in generale, della società civile.

Il gruppo di esperti dovrà «individuare iniziative private già esistenti a livello nazionale, monitorarle e analizzarne gli sviluppi e le ricadute socio-economiche; individuare use case relativi all’utilizzo delle DLT nel settore pubblico al fine di promuoverne la diffusione; individuare buone prassi sviluppatesi sulle tecnologie in parola elaborando strumenti per diffonderne l’applicazione; approfondire le condizioni necessarie per promuovere la ricerca, lo sviluppo, l’impiego, l’adozione ed il mantenimento del carattere decentralizzato delle DLT e in particolare della blockchain in modo da incrementarne e accelerarne la diffusione nei servizi pubblici e privati; elaborare gli strumenti necessari per creare e favorire le condizioni economiche, politiche e regolatorie affinché cittadini e imprese, in particolare PMI e start-up, possano beneficiare del potenziale rappresentato dalle funzionalità di queste tecnologie; elaborare strumenti tecnici e normativi volti a diffondere l’applicazione degli smart contract».

Un passaggio che segue di pochi gironi l’adesione dell’Italia alla European Blockchain Partnership, alleanza a cui hanno aderito inizialmente 21 Paesi dell’Unione Europea (Austria, Belgio, Bulgaria, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Svezia) più la Norvegia, e a cui in seguito si sono poi uniti Grecia, Romania, Danimarca e Cipro.