Antibiotici italiani negli Usa: debutta la filiera Mirandola-Bologna-Teramo

Bruce Sterling. Foto: Pablo Balbontin Arenas - Photo by Pablo Balbontin Arenas, published under a GNU Free Documentation License.
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BBraunUna filiera al 100% italiana per produrre un antibiotico pre-dosato di nuova generazione destinato innanzitutto al mercato degli Stati Uniti.

Il progetto presentato in questi giorni è il frutto di un’alleanza fra una multinazionale – la tedesca B.Braun che nel distretto biomedicale di Mirandola ha aperto 25 anni fa la controllata B.Braun Avitum Italy e l’ha ampliata dopo il sisma del 2012 –, due imprese italiane – la bolognese Ima Group che produce macchine per il packaging e il terzista farmaceutico Facta di Teramo – e un consistente intervento pubblico della Regione Emilia-Romagna e degli incentivi statali per l’Impresa 4.0.

Un gioco di squadra dal valore complessivo di 70 milioni di euro in cui il ruolo dell’ente regionale è stato quello di innesco con un contributo di 1,5 milioni di euro destinato a costruire nella sede di B.Braun il laboratorio di ricerca e sviluppo “Performance & Usability – Human Factor” dove si sviluppano cateteri e dispositivi speciali con l’assunzione di 50 persone di cui 20 laureati.

Grazie ai ritrovati di quel laboratorio, nello stabilimento di Mirandola si realizzeranno sacche in grado di contenere il medicinale sia liquido che in polvere separatamente. Poi un impianto di packaging costruito dalla Ima Group e installato nell’impianto Facta di Teramo si occuperà di confezionare il farmaco. L’impianto è frutto di 30 milioni di investimento e sarà collaudato all’inizio del 2019.

Il farmaco sarà venduto con il marchio B.Braun nel mercato statunitense dove è già stato registrato, e in un secondo tempo anche in Europa.